Il Tirreno

Lucca

Riparte l’attività chirurgica scatta l’emergenza sangue

Gianni Parrini

Il tentativo di recuperare gli interventi rinviati per Covid fa crescere il fabbisogno Bonini: «In caso di carenza, le operazioni rischiano di essere di nuovo rimandate»

3 MINUTI DI LETTURA





Gianni Parrini

LUCCA. È emergenza sangue a Lucca e non solo. Non tanto perché le donazioni siano calate, o almeno non più di quel che succede solitamente ogni estate, bensì perché è aumentato il fabbisogno dell’ospedale dove si sta tentando di recuperare parte di quegli interventi chirurgici rimandanti nei momenti di picco della pandemia. Per questo da qualche giorno tra i donatori circola un appello a farsi avanti perché c’è grande necessità di sangue e dei suoi derivati, che – è bene ricordarlo – in parte viene utilizzato per garantire la possibilità di trasfusione in caso di complicanze o emorragie in sala operatoria.

A fare il punto è la dottoressa Rosaria Bonini, direttrice del centro trasfusionale di Lucca. «Nei giorni scorsi abbiamo fatto una riunione per valutare la situazione – spiega –. I dati mostrano che non c’è un calo delle donazioni, anzi da gennaio al 10 agosto di quest’anno sono aumentate rispetto allo stesso periodo del 2020: – +145 a Lucca, + 30 a Barga, +110 a Castelnuovo. La carenza è determinata dalla ripresa dell’attività chirurgica che durante la fase di picco della pandemia era stata sospesa». Insomma, è aumentato il fabbisogno e non solo a Lucca ma un po’ ovunque. «Ne risentiamo anche noi perché la gestione del sangue è centralizzata – spiega la dottoressa Bonini –. Le donazioni raccolte nell’area vasta nord ovest finiscono all’Officina trasfusionale che ha sede a Pisa. Da qui il sangue e i suoi derivati vengono poi ridistribuiti ai vari ospedali del territorio in base alle necessità, allo storico dei consumi e alle scorte standard da garantire. È chiaro che l’azienda universitaria ne assorbe una buona fetta, anche perché è lì che si effettuano interventi complessi come i trapianti, in cui il fabbisogno è elevato. Questa gestione implica che la programmazione degli interventi vada fatta sulle disponibilità, mentre una scorta per le urgenze va sempre tenuta e salvaguardata. Di fatto, se manca il sangue c’è il rischio che un’operazione salti perché complicanze o emorragie in sale operatorie possono richiedere una trasfusione immediata. In passato quando siamo stati in difficoltà abbiamo attinto anche da altre regioni, ma adesso la situazione è generalizzata anche fuori dalla Toscana».

A fotografare lo stato dell’arte ci pensa il meteo del sangue della Toscana, una sorta di bollettino che giorno dopo giorno fa il punto sulla disponibilità di sangue dei vari gruppi sanguigni a livello regionale. Ieri i colori dominanti erano il nero che indicava lo stato di “emergenza e di gravissima carenza” per A+, A-, 0+ e 0-; e il rosso dell’urgente che segnalava la grave carenza di dei gruppi B+ e B-. Migliore la situazione negli altri gruppi (AB+, AB-).

Vista la situazione l’appello alla donazione che è partito nei giorni scorsi dal centro trasfusionale e adesso gira tra i gruppi è assai fondato. «Anche se è agosto – spiega la dottoressa Bonini – siamo aperti tutte le mattine con gli stessi orari degli altri periodi dell’anno, chiudiamo solo per Ferragosto e domenica 22 agosto. L’invito è a venire e a farsi avanti». Il numero per avere informazioni è lo 0583 970006.

Il Covid paradossalmente aveva avvicinato molte persone al mondo delle donazioni. «C’è stato un periodo – spiega la dottoressa Bonini – in cui i guariti dal Covid venivano a donare il plasma iperimmune visto che il nostro ospedale era incluso nello studio “Tsunami”. La sperimentazione è terminate e i risultati non sono stati a favore dell’utilizzo di questo componente. Il plasma resta conservato e lo useremo per altre necessità».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Lutto

Addio a Fabio Vantaggiato, direttore generale di Gesam Reti

di Redazione Lucca