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LAMMARI 

La sagra di San Jacopo più forte del Covid con migliaia di adesioni

La sagra di San Jacopo più forte del Covid con migliaia di adesioni

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LAMMARI. Gli insuperabili tortelli e le favolose torte lucchesi annaffiate dall’ottimo vino si sono rivelate più forti del Covid. É molto positivo il bilancio della sagra paesana di San Jacopo a Lammari che dal 3 al 25 luglio, per quattro fine settimana, ha tenuto banco nel Capannorese attirando l’attenzione di migliaia di persone e di tanti giovani che hanno tenuto un comportamento rispettoso ponendo la massima attenzione alle norme anti contagio e ai protocolli sanitari. Anche il sindaco di Capannori, Luca Menesini, non ha voluto far mancare la sua vicinanza ed è stato visto in più di una circostanza alla sagra facendo incetta dei prelibati tordelli di carne con sugo fatto in casa. L’organizzazione della sagra, che prende il nome dal luogo che la ospita, è stata curata nei minimi particolari dal circolo Anspi, l’associazione nazionale che annovera oratori e circoli ricreativi. Sulla riuscita dell’evento è intervenuto don Giovanni Romani, il presidente del circolo San Jacopo di Lammari. «Il consiglio direttivo del circolo Anspi San Jacopo di Lammari ringrazia quanti hanno collaborato alla riuscita della sagra 2021. Dietro l’invito del sindaco Menesini a promuovere serate belle, coinvolgenti e soprattutto aperte alla speranza di riuscire a superare il momento presente non certo tra i più felici, ho fatto appello a quanti sostengono l’attività del circolo trovando adesioni entusiastiche in tante persone animate dalla volontà di allontanare paura e solitudine che con non poco sacrificio hanno creato otto serate meravigliose con la possibilità di cenare assieme, anche se distanziati, di ascoltare buona musica e offrire sugli ampi spazi del circolo occasioni di incontro, di fraternità, di futura amicizia. Non è mancato l’apporto di persone giovani, di adolescenti che con la loro vivacità e il loro entusiasmo, nel rispetto delle regole del protocollo, hanno potuto vincere l’isolamento, lo sconforto, la solitudine e la depressione. Più di cento persone hanno collaborato alla riuscita della manifestazione che resta una delle più partecipate e apprezzate. Grazie anche ai giornali che hanno sostituito la propaganda dei manifesti e delle locandine. Contenti nel nostro piccolo di aver collaborato a sconfiggere un po’ il virus della solitudine». © RIPRODUZIONE RISERVATA

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