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Infermieri, «pochi e spostati troppo spesso»

Infermieri, «pochi e spostati troppo spesso»

Il Nursind lancia l’allarme sia per la qualità dell’assistenza che per il paventato rischio del blocco delle assunzioni

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lucca. Giampaolo Giannoni, coordinatore regionale del Nursind, sindacato autonomo degli infermieri, parte all’attacco. «Non è ammissibile – dice –, tanto più in mezzo alla pandemia, che di fronte alla scarsità di risorse la sanità pubblica riproponga i tagli al personale sanitario. Vogliamo risposte subito e rassicurazioni su assunzioni a tempo indeterminato, mobilità interaziendale e valorizzazione economica, compresa la famosa indennità per le malattie infettive che aspettiamo dal 2020».

Gli infermieri, spiega, «si sentono lasciati soli dalla Regione. Siamo seriamente preoccupati dalle difficoltà economiche del fondo sanitario regionale, che farebbero paventare il blocco delle assunzioni. Per questo a luglio abbiamo chiesto chiarimenti al presidente della Regione eugenio Giani e all’assessora Simone Bezzini. Finora nessuna risposta».

Roberto Pasquinelli, segretario territoriale del Nursind a Lucca, aggiunge che il problema del blocco delle assunzioni riguarda anche il presidio ospedaliero del San Luca a Lucca, nelle strutture della Valle del Serchio e nel presidio ospedaliero del Versilia. «Il personale addetto all’assistenza in queste strutture ospedaliere è carente, sul territorio si aggiungono continuamente nuove attività da svolgere, nei reparti il personale viene continuamente spostato da un reparto all’altro in base all’occupazione dei posti letto. Tutto ciò avviene con grande difficoltà, perché sebbene l’Università formi al meglio i professionisti infermieri e le ostetriche, non sono certo “tuttologi” e come i medici si distinguono e si specializzano per anni in determinati settori e per determinate patologie. Anche l’infermiere ha bisogno di alcuni mesi di esperienza per poter operare al meglio in un determinato settore. Ogni paziente presenta esigenze diverse a seconda della sua patologia, dal paziente cardiologico a quello neurologico fino a quello della terapia intensiva, che è il più complesso: in quest’ultimo settore necessitano almeno sei mesi per potersi formare». Invece, aggiunge Pasquinelli, «nell’Asl Toscana Nord Ovest il personale infermieristico neo assunto viene continuamente spostato da un settore all’altro. Sembra che l’unica cosa importante sia avere il numero di lavoratori presenti, ma in questo modo non possiamo avere una qualità dell’assistenza, che invece è importantissima, perché se manca può aumentare la percentuale di compiere degli errori».

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