Sicurezza
Botte alla moglie davanti alla figlia minorenne
Ultracinquantenne finisce in carcere per resistenza e lesioni ai carabinieri intervenuti a difesa delle donna aggredita
Luca Tronchetti
Una storia di vessazioni continue con furibondi litigi che, spesso e volentieri, finivano con l’intervento dei carabinieri. La riappacificazione dei coniugi era però di breve durata. Un mese dopo la situazione era di nuovo critica. Urla, imprecazioni, piatti rotti. E dalle parole spesso si passava alle vie di fatto. Ed era la donna ad avere la peggio con lividi ed ecchimosi che non sempre venivano refertati in ospedale.
Martedì all’ora di pranzo però la situazione è degenerata. Lui, un ultracinquantenne disoccupato di origini nordafricane, si è scagliato nei confronti della moglie, una coetanea che vive in Media Valle del Serchio.
Colpi, pugni, botte di fronte alla figlia minorenne che ha cercato invano di dividere i genitori. Una situazione non più tollerabile con i carabinieri, avvertiti da alcuni vicini di casa della coppia, che sono intervenuti per evitare il peggio.
Contrariamente a quanto era accaduto nel recente passato, l’uomo alla vista dei militari invece di calmarsi si è agitato ancor di più. E quando i carabinieri hanno provato a convincerlo a seguirli, lui ha opposto resistenza e nel divincolarsi ha colpito uno dei militari accorsi che ha riportato leggere contusioni.
Avvertito il magistrato di turno, il sostituto procuratore di turno Alberto Dello Jacono, i carabinieri hanno proceduto all’arresto dell’ultracinquantenne con l’accusa di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. Gli atti sono stati trasmessi al giudice delle indagini preliminari che deciderà sul provvedimento da prendere nei prossimi giorni.
Ma al di là dell’episodio il gip dovrà decidere anche, e soprattutto, riguardo al provvedimento coercitivo da prendere nei confronti del padre e marito della donna accusato anche di maltrattamenti in famiglia. Reato che ha comportato la denuncia a piede libero.
Poichè si tratta di un soggetto recidivo e già conosciuto dalla forze dell’ordine nelle prossime 48 ore il giudice potrebbe disporre nei suoi confronti la misura dell’allontanamento dall’abitazione che condivide con la moglie e la figlia minorenne. Nel caso in cui il giudice disponga quel tipo di provvedimento, al termine del periodo di custodia cautelare il nordafricano dovrà essere collocato in una struttura distante dalla casa in cui vive con la famiglia con tanto di divieto di avvicinamento.
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