Il Tirreno

Lucca

il caso 

Arrivano anche le richieste per fare tamponi a ripetizione

G.P.

Domande per predisporre  un servizio ad hoc per  chi non ha il Green pass nelle farmacie che fanno  i test a prezzi calmierati 

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LUCCA. Tamponi a prezzi calmierati, e i contrari al Green pass si organizzano per farne tre a settimana e non avere problemi sugli spostamenti o nel luogo di lavoro. È di ieri la notizia che diciotto farmacie della Piana hanno aderito all’accordo sottoscritto a livello nazionale per effettuare i tamponi antigenici rapidi al costo di 15 euro (8 per i minorenni). Una novità a cui presto potrebbero adeguarsi anche alcuni laboratori privati (tra questi ad esempio il Check up, che ha già comunicato la propria scelta). Ebbene la novità ha subito attirato alcuni gruppi di persone prive di Green pass che hanno preso contatti con alcune di queste farmacie per farsi predisporre un servizio ad hoc così costruito: tre tamponi a settimana (lunedì, mercoledì e venerdì) per essere sempre coperti e muoversi liberamente. Anche per lavoro. Il tampone infatti è valido 48 ore ed è l’unica alternativa al Green pass per poter fare tutta una serie di attività (partecipare ad eventi, mangiare al ristorante, utilizzare i mezzi pubblici). Dal 1° settembre il Green pass sarà obbligatorio anche per il personale scolastico; sembra che tra chi ne è sprovvisto alcuni cerchino di fare i tamponi a ripetizioni spendendo quasi 200 euro al mese.

Il rischio è che la richiesta di tamponi dei cosiddetti “no pass” si ripercuota anche sui punti drive through (tamponi in auto) predisposti dall’Asl a Campo di Marte. Qui arrivano i sospetti casi di Covid inviati dai medici di famiglia e dai pediatri, i soggetti coinvolti nelle analisi epidemiologiche dell’Asl e i malati che devono verificare l’eventuale guarigione. In teoria in questo novero potrebbero entrare anche i no pass, basterebbe che il medico facesse loro la ricetta per il tampone. Ma su questo il presidente dell’Ordine dei medici Umberto Quiriconi parla chiaro: «Noi medici possiamo prescrivere il tampone solo in caso di necessità, che deve essere indicata nella richiesta – spiega – Certo, se una persona ci dice di voler fare il tampone perché è stata a contatto con un soggetto positivo dobbiamo crederle, ma si tratta di un comportamento scorretto che non può essere accettato. Se qualcuno pensa di utilizzare i tamponi per scansare il vaccino e il Green pass è giusto che se lo paghino. La precedenza va ai veri casi sospetti e alle persone malate e in attese di guarigione».

Di certo il business dei tamponi rischia di aumentare per questo anche molte strutture private sembrano intenzionate ad aderire all’accordo per calmierare i prezzi: «Noi abbiamo aderito – spiega Stefano Santi di Check Up – Siamo in grado di fare su appuntamento 70 tamponi al giorno e in caso di necessità la nostra capacità potenziale arriva fino a 200».



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