Sicurezza
Caos Green pass, assalto alle farmacie
Molti non hanno il codice, così si fanno scaricare il certificato. C’è anche chi è in regola con i vaccini ma non riesce ad averlo
Lucca. Caos Green pass: farmacie prese d’assalto. L’obbligatorietà del certificato verde Covid sta provocando non pochi disagi, perfino a chi è in regola con le vaccinazioni. Quando si parla di Green pass, la popolazione può essere divisa in quattro categorie: quelli che non hanno avuto problemi a scaricarlo (e sono i più); quelli che non hanno il codice inviato dall’Asl (e sono tanti); quelli che pur essendo in regola non riescono ad averlo; quelli che non ce l’hanno perché non vaccinati. Tralasciando l’ultima categoria, quella più interessante è quella delle cosiddette “anomalie”, ovvero soggetti in regola con i vaccini ma senza Green pass. I casi sono pochi ma i disagi a cui vanno incontro queste sfortunate persone possono essere grandi. Lo sa bene una 35enne lucchese che lavora come impiegata. È in regola con le vaccinazioni eppure non riesce ad avere il Green pass. «Per la verità ce l’ho solo che è scaduto perché riporta la data in cui avrei dovuto fare la seconda dose, ovvero il 5 agosto. Il problema è che all’hub vaccinale quel giorno la seconda dose non me l’hanno fatta perché il 21 luglio è cambiata la regola e chi, come me, ha avuto il Covid da meno di un anno fa una sola dose. I miei dati sono stati inseriti correttamente nel database Sispc e il mio ciclo risulta completo, ma il Green pass non si aggiorna e ora rischio di passare una vacanza senza andare al ristorante o agli spettacoli. Ieri, ad esempio, ho accompagnato mia figlia in piscina e non mi hanno fatta entrare».
Nella stessa categoria, c’è anche un 70enne di Pescaglia, che pur essendo in regola con il vaccino (ha fatto entrambe le dosi) non riesce ad avere il Green pass. «Non ho ricevuto il codice, così sono andato in farmacia – racconta –: hanno fatto una verifica ma il mio certificato non c’è. Eppure mi serve: mia moglie è ricoverata in ospedale e devo andare a trovarla ma senza quello non mi lasciano passare».
Sono solo alcuni esempi di persone rimaste incastrate nei gangli di questo gigantesco ingranaggio che porta al rilascio del Green pass. Sistemi informatici di Asl, Regione e Ministero che dialogano a volte non troppo bene, dati inseriti in maniera sbagliata. Basta un niente per far saltare la procedura.
E se si finisce in questi “cul de sac digitali” è complicato uscirne perché nessuno sa da che parte bisogna rifarsi. L’Asl rimanda alla Regione, la Regione ai dipartimenti di Prevenzione, i dipartimenti di Prevenzione al territoriale, e da lì al ministero. I medici? Non pervenuti. Esiste un numero per le segnalazioni: 1500 ma dopo ore di attesa si segnano i dati del soggetto e finisce lì.
E non finisce qui. Ad avere difficoltà ci sono tutte le persone che hanno poca dimestichezza con le tecnologie o coloro che non hanno ricevuto il codice che viene generato al momento della vaccinazione ed è necessario per scaricare il Green pass autonomamente dal sito del governo, dalle app “Io” o “Immuni” o dal fascicolo sanitario regionale. Tutti costoro possono rivolgersi alle farmacie, letteralmente prese d’assalto. «In questi giorni non facciamo altro che scaricare Green pass – spiega Salvatore Ingrosso, presidente dell’Ordine dei farmacisti – Abbiamo una procedura più snella che non richiede il cosiddetto authcode: basta presentarsi con la tessera sanitaria e senza bisogno di altro riusciamo a scaricare e stampare il certificato. Stanno venendo in tantissimi, soprattutto tra gli anziani».
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