Sicurezza
Al via il corso per formare addetti nel calzaturiero
L’iniziativa promossa dalla rete di imprese Toscany 4 Shoes e dal Comune di Capannori servirà a formare 25 tecnici Le lezioni a Segromigno
Nicola Nucci
capannori. Parte un corso per formare 25 addetti del calzaturiero, neo diplomati che avranno la possibilità di imparare i segreti del mestiere. È il frutto di un’intesa siglata dal Comune di Capannori e dalla rete di impresa Tuscany 4 Shoes, con la collaborazione di Cna Lucca, Mita Academy e Istituto Tecnico Superiore Moda di Scandicci.
Il corso partirà dall’anno didattico 2021-2022 al Polo tecnologico di Segromigno, nel cuore del distretto della calzatura lucchese, con il contributo all’iniziativa dell’istituto Majorana-Benedetti e di diverse imprese (le domande di iscrizione sono raccolte sul sito www.mitacademy.it).
Sarà un percorso incentrato sul processo del prodotto, comunicazione e marketing per il settore calzature. Il suo nome sarà Gift, acronimo di green innovation footwear in Tuscany, e il corso servirà alla formazione di un profilo evoluto di modellista e prototipista. I giovani tecnici avranno una preparazione fortemente pratica basata sulla conoscenza della manovia e delle tecniche produttive del calzaturiero; dovranno imparare a padroneggere le innovazioni digitali per la realizzazione virtuale di un oggetto di lusso (questo acquisendo conoscenze e competenze sul software di realtà aumentata e sull’utilizzo di stampanti e scanner 3D). I frequentanti avranno inoltre modo di acquisire competenze specifiche in materia di sostenibilità sia per quanto riguarda il prodotto finito che il processo per la sua produzione, e saranno coinvolti in incontri e seminari con start up innovative e brand impegnati nella ricerca e nell’innovazione ecologica.
Tuscany Shoes 4 è una rete formata da 54 imprese del territorio, progetto promosso dal Comune di Capannori e dalla Camera di Commercio di Lucca per promuovere il comparto produttivo locale, storicamente legato alla scarpa, che sta cercando un rilancio per fronteggiare l’emergenza Covid e fare ripartire un distretto che conta circa 250 calzaturifici e oltre cento imprese dell’indotto. Un settore che inizia a dare lenti segnali di ripresa. Secondo l’Anci, l’associazione nazionale del calzaturiero, questa produzione , insieme alle altre componenti del settore tessile, moda e accessori, è stato tra i comparti produttivi più duramente colpiti dalla crisi della pandema. Nel 2020 il settore ha perso il 25,2 per cento del del fatturato rispetto all’anno precedente, fermandosi a 10,72 miliardi di euro.
Timidi segnali positivi dall’export calzaturiero toscano sono arrivati nel primo trimestre 2021, mentre però calano le imprese e gli addetti del settore, secondo uno studio dal centro studi di Confindustria moda per Assocalzaturifici.
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