Il Tirreno

Lucca

Va in pensione Cortopassi, storico sommelier della Buca

Martina Trivigno
Il sommelier Cristiano Cortopassi al lavoro
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Il sommelier Cristiano Cortopassi al lavoro

La sua carriera, lunga quasi 40 anni, era iniziata al Croce di Malta a Montecatini. Nel 1978 si trasferì in Inghilterra, poi l’approdo al prestigioso ristorante di Lucca

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LUCCA. Per un sommelier assaggiare il vino è solo l’atto finale. Prima del gusto, sono gli altri sensi a parlare: la vista e pure l’olfatto. Cristiano Cortopassi, 60 anni, di Lucca, per quasi 40 anni ha servito ai tavoli del prestigioso ristorante la “Buca di Sant’Antonio”, a Lucca. E, ora che per lui è arrivato il tanto atteso momento della pensione, le sensazioni che prova contrastano tra loro.

È felice, da una parte, di poter riprendere in mano il bandolo della matassa della sua vita, in gran parte assorbita dal suo lavoro. Ma, dall’altra, sa di lasciare alla “Buca” un pezzo della sua esistenza. Momenti felici, con colleghi e clienti, che adesso assapora con calma. Proprio come un buon bicchiere di vino.

Giuliano Pacini, titolare della “Buca di Sant’Antonio”, con Cristiano ha percorso un lungo tratto di vita. Non solo professionale, sottolinea. «Cristiano è stato un nostro dipendente fino al 31 luglio, ma è soprattutto un amico – racconta – . Con lui, infatti, abbiamo condiviso molte passioni. Un professionista dal palato sopraffino che conosce non solo i vini, ma anche i piatti. Ha lasciato un ricordo meraviglioso e i colleghigli vogliono molto bene. Siamo dispiaciuti di non aver potuto festeggiare la sua pensione come avremmo voluto per via dell’emergenza sanitaria. Ma, non appena possibile, ci ritroveremo tutti insieme per rendere omaggio alla sua carriera quarantennale».

La storia professionale di Cristiano Cortopassi comincia quando lui era poco più che un ragazzino: era il 1977 e lui era uno studente dell’Istituto alberghiero “Ferdinando Martini” di Montecatini. E, all’epoca, lavorava come aiuto cameriere al Grand Hotel Croce di Malta, sempre nella città termale. Poi, nel’78, la partenza per l’Inghilterra. «Un mio professoere era direttore di un albergo, lì – racconta – e, ricordo, fummo in quattro a seguirlo. Una volta arrivato in Gran Bretagna, ci sono rimasto per cinque anni e mezzo, lavorando per una grande catena di alberghi. Studiavo, apprendevo, crescevo. Lì conobbi mia moglie, ma l’Italia mi mancava. Moltissimo».

Fu così che nel 1982 Cristiano Cortopassi tornò a Lucca, per poi approdare, nel 1983, alla “Buca di Sant’Antonio. «Una vicina di casa disse a mia madre che cercavano personale in quel prestigioso ristorante – spiega – e io mi presentai. Fui molto felice quando fui assunto. Un momento di gioia che non dimenticherò mai. Per me e per la mia famiglia». Furono anni di lavoro, impegno. Sacrificio, anche. Ma prima di tutto ricchi di soddisfazioni. «Ormai ho perso il conto di quanti clienti si siano seduti ai tavoli della “Buca” – sottolinea Cortopassi – e di quanti consigli abbia dato loro, su quale fosse il vino migliore da abbinare ai piatti».

Era lui a occuparsi degli ordini dei vini, a contattare i rappresentanti. «Il sommelier è il mestiere più bello del mondo – prosegue Cortopassi – . Quando vedi gli ospiti seduti a tavola sai che consigliare il vino giusto è fondamentale per la riuscita della cena. Ho sempre fatto il mio mestiere in punta di piedi, rispettando i gusti degli ospiti, senza mai cercare di imporre il mio. Mi sono sempre messo al servizio degli ospiti per regalare loro un’esperienza unica».

Il ricordo di quegli anni indimenticabili, Cristiano Cortopassi lo porterà sempre con sè. Ma ora è tempo di guardare avanti. «La pensione, per me, è l’occasione per stare di più con la mia famiglia – conclude Cortopassi – e, soprattutto, per fare il nonno: ho un nipotino di tre mesi, una gioia incredibile. Dedicherò più tempo all’“Allegra brigata”, associazione sportiva dilettantistica rivolta in particolare alle persone con difficoltà intellettive: l’obiettivo è che si avvicinino al mondo dello sport come momento di divertimento e socializzazione. Non avrò tempo per annoiarmi, ne sono certo».

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