Sicurezza
Certificato rinviato a settembre «Per noi solo tavoli all’aperto»
Al ristorante Butterfly e al Guercio hanno preferito questa soluzione che permette di bypassare l’obbligo della vaccinazione
Luca Meconi
lucca. Arriva il Green pass, ma i ristoranti lucchesi non hanno perso tempo e sono tutti ben organizzati per accogliere la clientela. Molti però hanno preferito puntare sugli spazi esterni, in modo da non dover chiedere il passaporto verde. Tra chi ha spazi sia esterni che interni c’è l’Antica Locanda di Sesto, nel Morianese. «La normativa – afferma Aurelio Barattini – ci impone regole e noi le rispettiamo. Chiediamo un po’ di pazienza ai clienti e confidiamo nella loro comprensione. Già dopo il Covid il cliente di pazienza ne ha sempre meno. Inizialmente c’era il dubbio se noi potevamo o meno chiedere il documento al cliente, adesso che abbiamo superato questo dubbio siamo pronti. Tutti i nostri camerieri hanno il terminale, quando arrivano i clienti al ristorante chiediamo loro di mostrarci il Green pass, lo scannerizziamo e lo facciamo accomodare al tavolo. Già al momento della prenotazione telefonica, quando il cliente ci chiama, gli diciamo che se vuole mangiare all’interno serve il Green pass così una volta che arriva è informato e ricorda di portarlo con sé. Nel mio locale, all’interno, ho circa cinquanta posti mentre in queste serate estive, se il tempo lo permette, abbiamo la possibilità di mettere i tavoli fuori nella piazza dove vanno circa quaranta persone. Per chi cena qui, invece – conclude – non c’è necessità del Green pass». Diversa è la situazione per i ristoranti Butterfly lungo la strada statale 12 a Marlia e Il Guercio sulla via per Camaiore. Qui vengono utilizzati solo gli spazi esterni, dove sono stati messi i tavoli che verranno poi rimessi all’interno a settembre, al termine della stagione estiva. Non c’è quindi obbligo del green pass per questi due locali, almeno fino a quando il bel tempo resisterà. «Abbiamo messo tutti i tavoli nel parco - spiegano al ristorante Butterfly – quindi adesso non chiediamo ai nostri clienti di mostrarci il Green pass quando vengono a mangiare. Siamo però pronti nel caso ce ne fosse bisogno. Su un telefono del ristorante abbiamo scaricato quanto è necessario e abbiamo posizionato fuori tutta la cartellonistica informativa. Noi riusciamo ad avere sui cinquanta posti tutti fuori. Nel parco che circonda il ristorante abbiamo la veranda e i gazebo e questi non vengono considerati interno, così per adesso il Green pass da noi è rimandato a settembre, se ci vorrà sempre. In ogni caso siamo già organizzati e in regola fin da subito». Situazione simile anche al ristorante Il Guercio. «In questo periodo non abbiamo i tavoli interni - dicono –, quindi evitiamo di chiedere la certificazione. Il problema per noi si affronterà più avanti, quando riapriremo le sale all’interno. Adesso riusciamo ad avere un centinaio di coperti all’esterno».
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