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Ancora un oro per il ragazzo cresciuto in casa Virtus

Luigi Spinosi ; Altro servizio nell’inserto
Ancora un oro per il ragazzo cresciuto in casa Virtus

Società lucchese in festa per la seconda vittoria olimpica per Marcell Jacobs  Il vicepresidente: «In una medaglia ci speravo, ma questo è il massimo»

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Luigi Spinosi

LUCCA. Quando Filippo Tortu, dopo una straordinaria rimonta, ha messo la testa davanti a quella del britannico Mitchell-Blake, tutta l’Italia sportiva ha urlato di gioia. Ma in alcune città del nostro Paese quell’urlo, se possibile, è stato ancora più forte. E Lucca era tra queste città.

Nemmeno il tempo di riprendersi dall’emozione della vittoria olimpica nei centro metri che arriva questo nuovo oro che parla un po’ lucchese. Sì, perché in quel quartetto straordinario, accanto al già citato Tortu, a Lorenzo Patta, a Eseosa Fostine Desalu, c’era sempre lui, Lamont Marcell Jacobs, il ragazzo che dopo aver regalato all’Italia il primo oro olimpico sui 100 metri, ha fatto un qualcosa di ancor più difficile, ossia ripetersi in un’impresa straordinaria.

Un risultato che è frutto anche del lavoro fatto alle nostre latitudini. Jacobs, nato in America ma cresciuto in Italia, ha vissuto una parte importante della sua formazione come atleta proprio a Lucca, in casa della Virtus. Arrivò qui nel 2012, quando la sua società di provenienza, l’Atletica Brescia, non aveva un settore maschile per la sua fascia d’età. E fu proprio qui che l’americano di Desenzano mise in mostra tutte le sue potenzialità, non solo come corridore ma anche come saltatore. Poi il passaggio alle Fiamme Oro, anche se, come concesso dal regolamento, nelle competizioni nazionali ha continuato a indossare la maglia della Virtus Lucca. Insomma, è un portacolori dell’Italia, un portacolori delle Fiamme Oro, ma è pure a tutti gli effetti un portacolori della Virtus Lucca.

Comprensibile, dunque la gioia dei dirigenti e tecnici della società lucchese dopo la nuova impresa del loro atleta, di quell’uomo che hanno visto crescere da quando era poco più di un ragazzo, e che con la sua seconda frazione nella gara di ieri ha contribuito a una nuova gioia per tutta l’Italia.

Subito dopo il successo i telefoni dei dirigenti della Virtus erano roventi, tra chiamate reciproche per raccontarsi e rivivere l’impresa e appassionati che volevano congratularsi. Solo dopo un po’ riusciamo a parlare con Sergio Martinelli, che non è solo il vicepresidente della Virtus, ma è anche il padre di Matteo, il direttore tecnico della società, colui che portò Marcell a Lucca.

La voce è rotta dall’emozione: «Magari proprio l’oro no, ma nel fatto che potesse conquistare una medaglia in questa gara ci speravo – racconta Martinelli – non so cosa dire, anche perché c’è poco da dire. È stata una gara perfetta». Da vero sportivo però Sergio Martinelli guarda anche oltre il suo pupillo: «Marcell è dei nostri, è ovvio che siamo strafelici. La soddisfazione che ci ha regalato è immensa, ma son contento anche per Tortu, mi ha fatto molto piacere vederlo oggi. Lui veniva da un momento difficile che oggi ha superato con una prova eccezionale».

Difficile dire quando Marcell potrà tornare nella sua Lucca: «Con la madre ci siamo già sentiti. Per quanto riguarda Marcell bisogna capire che adesso la vita per lui è cambiata all’improvviso». Adesso l’atleta dovrà soprattutto concentrarsi sui prossimi impegni, per sfruttare al meglio il suo straordinario periodo di forma. Ma un regalo alla Virtus (e a tutte le società sportive d’Italia), potrebbe averlo già fatto, avvicinando molti giovani a quel meraviglioso mondo che è l’atletica leggera.

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