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Pardini, l’architetta lucchese alla biennale di Venezia

G.P.
Pardini, l’architetta lucchese alla biennale di Venezia

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Lucca. C’è un po’ di Lucca alla biennale di Architettura in corso a Venezia. Tra i nomi degli architetti selezionati per partecipare all’importante mostra internazionale c’è quello di Elisa Pardini, cofondatrice dello studio Pardini Hall Architecture. Lucchese doc, classe 1980, dopo la maturità classica al liceo Machiavelli Pardini si è trasferita a Roma per frequentare la facoltà di Architeturra. «Dopo la laurea ho lavorato prima presso Fuksas Architetti e poi da Foster+Partners a Londra, dove ho aperto il mio studio – racconta –. Sono rientrata a Lucca da pochi anni e ora lo studio ha la sede principale nella mia città, da dove seguiamo progetti sia locali sia internazionali. Ho portato alla Biennale quattro progetti a cui sono molto legata. Toccano i temi della qualità architettonica, del rispetto per il paesaggio, della sostenibilità ambientale e sociale e della rigenerazione».

Pardini è stata selezionata per partecipare con altre colleghe all'interno del “Padiglione Italia” nel progetto curato da Rebel Architette, dal titolo “Disintossicare l’architettura dalle ineguaglianze: un atto plurale”. Si tratta di una proposta allestita tagliente – spiega Pardini – che si pone l'obiettivo di disintossicare il mondo dell'architettura dalle ineguaglianze, dalle ingiustizie e dai pregiudizi. Propone un’alternativa femminile ed eco-femminista attraverso i suoi strumenti in open source rivolti, in primo luogo, alle nuove generazioni. L'intero allestimento, proposto in modalità fluida, a cavallo tra il mondo analogico e quello virtuale, è dedicato all'esposizione di 117 studi guidati da architette italiane di eccellenza». Per saperne di più, oltre all’installazione fisica, è possibile visitare il sito web dedicato: www.rebelarchitette.it/rebelbiennale2021.

Un lavoro che Pardini ha portato avanti assieme ad altre giovani colleghe: «Siamo tutte architette affermate ed emergenti – racconta – giovanissime ed esperte, ognuna impegnata su scale e tipologie diverse di progettazione, unite da un desiderio di innovazione e ricerca. Non solo progetti di grande qualità formale ma esperienze nuove di impresa. Attenzione alle fragilità sociali e climatiche. Un messaggio di collaborazione allargata frutto di un’archisorellanza e un’archifratellanza sincera. Collaborazione anziché competizione, ricchezza nella diversità. Il nuovo database interattivo dedicato alle architette italiane è un atto plurale per una società di progettiste e progettisti inclusiva». Un’esperienza positiva che porta alla biennale anche un po’ di Lucca. —



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