Il dolore
Sulle Poste a singhiozzo proteste del Comune e del comitato paesano
Borgo a Mozzano. Una raccolta firme per chiedere alla direzione di Poste Italiane di aprire tutti i giorni della settimana l’ufficio postale di Valdottavo. È partita una sottoscrizione popolare indetta dal Comitato paesano locale, che ha come obiettivo quello di porre fine alle limitazioni agli orari di apertura al pubblico dell’ufficio postale, che ormai va avanti da troppo tempo.
Intanto anche il sindaco di Borgo a Mozzano Patrizio Andreuccetti ha inviato una lettera alla direzione di Poste Italiane e per conoscenza al Prefettura di Lucca: «La situazione alla posta di Valdottavo è divenuta insostenibile: i tre giorni di apertura non garantiscono un servizio degno di questo nome in quanto le persone sono costrette ad aspettare due o tre ore in mezzo alla strada prima del proprio turno. La Valle di Ottavo comprende più di 2mila persone e nei mesi estivi il numero degli abitanti aumenta con la presenza dei turisti. Aggiungiamo che a fine mese comincia l’erogazione della distribuzione delle pensioni e il servizio risulta bloccato, costringendo le persone ad attese interminabili sotto la calura estiva e con tutte le problematiche contingenti. I cittadini ci hanno chiesto di intervenire per risolvere questa incresciosa situazione e siamo a chiedervi un intervento immediato per garantire un servizio a tempo pieno, sei giorni su sei».
Sulla vicenda interviene anche il gruppo di opposizione “Orgoglio comune”: «Apprendiamo l’intenzione del sindaco di voler scrivere al prefetto per quanto riguarda la situazione Poste che da oltre un anno sta creando disagi ai cittadini. Non capiamo perché ci sono voluti ben quindici mesi, dato che è da marzo 2020 che evidenziamo il problema nelle sedi opportune. Non solo per Valdottavo ma anche per Diecimo. In particolar modo ci siamo occupati del problema degli orari che già un anno fa stavano creando dei problemi. Ad agosto molti cittadini ci avevano segnalato disagi all’utenza per l’apertura a giorni alterni. A dicembre abbiamo posto nuovamente la questione all’attenzione dell’amministrazione con l’impegno di confrontarsi con l’ente poiché era stata sollevata l’ipotesi di una probabile chiusura per quella di Diecimo. A gennaio siamo tornati ad affrontare la tematica ancora perché anche se la struttura non ha chiuso, il servizio è stato previsto solo per tre giorni a settimana». —
Luca Meconi
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