Sicurezza
È una guerra di perizie sul cedimento della gru che provocò due morti
Fissata per il 6 settembre la prossima udienza preliminare L’ingegnere nominato dal pm «Analogie con altro incidente avvenuto nel 2007 a Sorrento»
LUCCA. Ormai è una battaglia di perizie quella legata al decesso di Eugenio Viviani e Antonio Pellegrini, rispettivamente di 54 e 61 anni, dipendenti della Cooperativa Agraria Morelli, che il primo settembre 2017 precipitarono da un’altezza di dieci metri a causa del cedimento del braccio meccanico del carrello elevatore modello “Eagle” della ditta “Oil & Steel” su cui lavoravano per montare i portalumini sulle facciate di palazzo Pretorio in vista della processione di Santa Croce. La prova tangibile di questa diversità di vedute sulla ricostruzione del drammatico incidente avvenuto quasi quattro anni fa è emersa durante l’audizione davanti al gip dell’ingegner Renzo Capitani, professore ordinario al dipartimento di ingegneria dell’università di Firenze, nominato come consulente dal pm Elena Leone. Secondo il professionista la saldatura alla canalina passacavi sul braccio meccanico del carrello elevatore era posizionata in modo errato. Non doveva trovarsi lì in quel punto del braccio meccanico e in quella parte di lamiera. Quella saldatura difettosa ha indebolito il carrello elevatore. L’ingegner Capitani, nella sua dettagliata ricostruzione, ha ribadito come non si sia tenuto conto della particolare normativa tecnica applicabile alle gru e ha ricordato come lo stesso modello di braccio meccanico sia stato interessato a incidenti mortali avvenuti in precedenza e in altre zone d’Italia. Analogie e similitudini sono state riscontrate con quanto avvenne il primo maggio 2007 nella piazza principale di Sorrento - due donne che stavano entrando in chiesa furono schiacciate dal cedimento strutturale della piattaforma - dove si stavano effettuando i preparativi della festa di S. Antonino, patrono della cittadina campana. Accanto alla gru, sempre della ditta Oil & Steel, non c’erano barriere di protezione. E in quel caso vennero riscontrate anomalie, sempre causate da rotture nelle riparazioni della piattaforma. Di diversa opinione la difesa degli imputati. I consulenti nel contraddittorio, peraltro svolto sempre in modo estremamente civile, sostengono che nella normativa tecnica quel difetto della saldatura non può considerarsi la causa che ha comportato il cedimento strutturale, ma che occorreva verificare la manutenzione del mezzo. Il processo è stato rinviato al 6 settembre per sentire altri consulenti e dopo quell’udienza verrà calendarizzato per arrivare alle prime sentenze nel 2022. Ricordando che i familiari dei deceduti hanno ottenuto il risarcimento e che la parte civile è rappresentata dal legale del patronato Anmil (associazione nazionale mutilati e invalidi del lavoro). Ecco l’elenco degli indagati per omicidio colposo: Marco Milesi, 54 anni, di Milano, Fosco Celi, 80 anni, di Rimini e Paolo Balugani, 55 anni, di Modena, rispettivamente amministratore delegato, presidente e direttore tecnico della “Oil & Steel” nel 2009 quando fu acquistata la gru collassata e causa della morte dei due operai; Giuliano Bicchi, 77 anni, di Anzola Emilia e Francesco Corrado, 77 anni, di Imola, all’epoca dei fatti direttore generale e membro del consiglio d’amministrazione dell’Istituto di Certificazione Europea, organismo di certificazione e di ispezione e Sergio Rossi e Silvano Nannetti, di 64 e 59 anni rispettivamente di Forlì e Castrocaro, responsabili della “Art Campenter” fornitrice del braccio meccanico alla “Oil & Steel”. —
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