La manifestazione
Due mesi di problemi nel quartiere
Francesca Lenzi
lucca. Era il pomeriggio dell’11 maggio scorso quando, improvvisamente, ha ceduto un pezzo ciclabile di viale San Concordio. Il crollo, per fortuna, non ha coinvolto persone, ma ha aperto la strada – è il caso di dirlo – a una situazione di disagio con varie problematiche, soprattutto per le attività commerciali della zona.
Dopo il cedimento, infatti, si è provveduto a scoprire anche un altro tratto del canale al fine di verificarne la stabilità. Il vero colpo di scena, tuttavia, l’ha creato la Soprintendenza ordinando al Comune, per quanto riguarda i lavori di ripristino dell’area, di lasciare scoperto e a vista il canale per 30 metri.
Intanto, col cantiere a cielo aperto, i problemi non sono pochi, a partire da una viabilità compromessa fino a un pericolo per l’igiene con zanzare e, soprattutto, ratti in libera uscita.
Lo stesso sindaco Alessandro Tambellini ha scritto alla Soprintendenza chiedendo «la revisione delle prescrizioni riguardanti i lavori al canale Benassai di San Concordio. Una richiesta avanzata in considerazione delle problematiche igienico-sanitarie che si possono verificare per la presenza di un tratto del canale a cielo aperto, all’interno di un quartiere densamente abitato e con numerose attività commerciali».
«Io gli son nel cuore alle pantegane, alla fine siamo noi a entrare in casa loro – afferma con un pizzico di ironia Matteo Pieri del negozio di abbigliamento A Shop Apart – Anche due giorni fa ho visto un topolino qui fuori, che aveva più paura di me. D’altra parte in periodo di lavori è anche logico vederli i topi, se però lasciamo scoperto il canale, ci saranno sempre. E poi c’è la questione viabilità. Il traffico, che prima era soprattutto su due ruote e pedonale, ora è minore, ma più pericoloso, senza posti auto e biciclette che vanno contromano. Mi auguro che chi di dovere possa risolvere la faccenda il prima possibile».
«I problemi? Sono sotto gli occhi di tutti – sostiene Gennaro Amone del Planet Caffè – e non riguarda solo noi commercianti ma tutto il quartiere. Lasciare aperto un pezzo di canale? È una roba assurda. A quale scopo? Lucca è piena di cose coperte ben più importanti di questo canale. Che la Soprintendenza ci ripensi o, almeno, riduca il tratto da tenere scoperto. Già ora, dopo due mesi in queste condizioni, il fosso è pieno di cartacce e lattine gettate da persone poco educate. Ed è normale che, nella sporcizia, escano fuori zanzare e ratti».
«Da quando la strada è messa così, tanti clienti non passano più – spiega Maria Tommasi del Piccolo Forno – Le bici vanno in entrambi i sensi ed è un pericolo per tutti. D’altra parte lo spazio è quello che è. Topi? Io non ne ho visti, ma forse il pezzo vicino a me è diverso. Mi pare che qua l’acqua scorra; più avanti, invece, ristagna. La speranza, comunque, è che la situazione si risolva quanto prima che così è un problema per tutti».
«Come va? Male, anzi malissimo – le parole di Stefania Cutrì dell’ edicola e cartolibreria Edicolandia – Va tutto male da quel giorno in cui è crollata quella stramaledettissima ciclabile. Per capirsi, io sto vendendo la metà dei giornali che vendevo prima. E poi c’è il disagio igienico. Mi auguro che la strada venga ripristinata come prima. I 30 metri aperti ordinati dalla Soprintendenza? No. Al limite, ci mettano un vetro, ma il canale va chiuso. Per igiene e per non veder sparire definitivamente una parte dei parcheggi. Ora come ora qui è un viavai di monopattini e bici contromano, mentre il semaforo alternato crea file chilometriche». —
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