Sicurezza
Decalogo del comitato Bianchini attacca l’Asl «Più medici in Valle»
La capogruppo della minoranza consiliare a Castelnuovo richiama l’attenzione della politica sui disagi nella zona
Luca Dini
castelnuovo. Il Comitato per una sanità nuova, nato spontaneamente dopo la manifestazione in difesa della sanità nella Valle organizzata dal gruppo di minoranza di Castelnuovo nel maggio scorso, sta lavorando per portare all’attenzione di tutti proposte concrete per salvaguardare la sanità in Valle del Serchio.
«Il Comitato ha stilato un decalogo per far sì che si possa migliorare la situazione – dice Silvia Bianchini, capogruppo della minoranza consiliare a Castelnuovo – Prima di tutto non vogliamo più proclami o false speranze, ma azioni tangibili. Abbiamo pensato a cosa deve essere in grado di gestire un presidio nel nostro territorio: l’emergenza, urgenza, una diagnostica di base efficiente, un’attività ambulatoriale che copra le patologie prevalenti e una degenza adeguata alle attività di base di un ospedale periferico. Quello che non si può fare in sede deve avere un indirizzo snello ed efficace verso gli ospedali Hub. Sarebbe anche fondamentale che la direzione delle nostre strutture fosse in loco e non con decisioni vitali prese da attori che non conoscono la realtà locale o che ignorano cosa sia il sistema sanitario».
Il decalogo prosegue ponendo attenzione sulla carenza del personale medico.
«Inutile costruire contenitori vuoti o introdurre macchinari senza prendere in considerazione le persone che poi li dovranno far funzionare – va avanti Bianchini – ciò vale in particolare per il pronto soccorso, per le attività diagnostiche e ambulatoriali di base. Si deve lavorare ad un sistema di incentivi per avere i medici in Valle, soprattutto per far arrivare qui i giovani specialisti che devono vedere la Valle come opportunità di crescita. Oggi abbiamo un’attività chirurgica molto ridotta, quella ambulatoriale e di consulenza cardiologica da incentivare, il pronto soccorso senza infermieri e la radiologia che non riesce a gestire le prenotazioni per mancanza di personale. Questo dimostra l’incapacità della dirigenza di questa Asl a tutti i livelli, anche locali, di programmare e gestire una sanità decente. La politica che ci amministra, che dovrebbe vigilare attentamente su questioni di questa importanza sociale, si è finora nascosta dietro parole di circostanza, atti meramente di facciata o vuote conclusioni prive di una conoscenza reale dei fatti».
«In una società civile – chiude Silvia Bianchini – la dimostrazione della responsabilità di un simile fallimento, altro non determina che le dimissioni di tutti i responsabili». —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
