Sicurezza
Studenti da tutto il mondo analizzano il caso Garfagnana
La ricerca serve a capire come tutelare e valorizzare le piccole realtà rurali Causa Covid quest’anno niente “invasione” di Sillico, ma tanti contatti online
PIEVE FOSCIANA. Un’aula universitaria grande come una montagna. No, non è un’esagerazione architettonica, ma è quello che sta avvenendo in Garfagnana. La Valle infatti è stata scelta come sede della scuola estiva dell’Università di Pisa che ha coinvolto 28 studenti provenienti, oltre che dall’Italia, da tutti i continenti (Messico, Guatemala, Burkina Faso, Stati Uniti, Filippine, Kenya, Francia, Olanda, Germania, solo per citare alcuni dei Paesi dei ragazzi).
Oggetto di studio la Garfagnana stessa, considerata un riferimento internazionale per quanto riguarda l’innovazione nello sviluppo delle aree rurali e interne. “Food and innovation in rural transition, the Tuscany case” (ossia, “cibo e innovazione nella trasformazione rurale, il caso Toscana”): questo il tema della Summer School dell’ateneo pisano iniziato il 5 luglio e arrivato alla sua fase conclusiva.
E non si tratta di un evento sporadico: questo è uno studio che si ripete da oltre un decennio e che ha la sua base operativa nel piccolo paese di Sillico, frazione di Pieve Fosciana. Un paese che ogni estate si trasforma in una sorta di succursale dell’Università di Pisa: qui i docenti di economia agraria dei dipartimenti di scienze veterinarie e di scienze agrarie, alimentari e agro-ambientali dell’ateneo guidano i corsi su un tema che è di interesse globale. In sintesi come gestire, salvaguardare e rilanciare le piccole realtà rurali. Non a caso la scuola è collegata a un programma europeo (ma che coinvolge dodici paesi anche di altri continenti). L’unico problema, rispetto alle edizioni degli anni passati, è che a causa del virus questa edizione si sta svolgendo interamente online, come già era accaduto nel 2020. Il corso si focalizza sul futuro delle aree rurali di fronte alle sfide del cambiamento sociale, economico e ambientale in corso, affrontando, in particolare, le opportunità che nascono dalla valorizzazione della biodiversità, dell’agricoltura sociale, della digitalizzazione, delle filiere corte e del turismo rurale, mantenendo sempre un focus sull’innovazione e sul ruolo giocato dalle piccole aziende agricole e dalla loro capacità di organizzazione in reti integrate di territorio. L’area della Garfagnana, da questo punto di vista, fornisce materiale di studio di particolare interesse per la vivacità del sistema delle aziende agricole, oltre che per le innovazioni pilota in corso come territorio nel suo complesso.
Gli studenti assistono a lezioni tenute da docenti dell’Università di Pisa, di Firenze e del Piemonte Orientale, e da professionisti dello sviluppo rurale, partecipando da remoto a momenti di confronto e di dialogo diretto con gli agricoltori, gli amministratori e le imprese della Garfagnana.
«Ci teniamo a ringraziare le istituzioni locali della Garfagnana – dicono i coordinatori della scuola – in particolare l’Unione dei Comuni della Garfagnana e del Gal MontagnAppennino, che con piena disponibilità continuano a garantire supporto e attenzione alle attività organizzate dalla scuola dell’Università di Pisa sul territorio, mettendo a disposizione le conoscenze e le esperienze pratiche maturate in questi anni».
Gli studenti, dopo aver approfondito vincoli e opportunità di questo territorio ricco e articolato oggi, sulla piattaforma online Teams, presenteranno pubblicamente gli elaborati finali di gruppo e un lavoro creativo rispetto all’esperienza vissuta virtualmente nel territorio della Garfagnana. —
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