La manifestazione
No vax in piazza Rischio contagi e assembramenti
Francesca Lenzi
lucca. Dal 6 agosto servirà il Green pass anche per andare a teatro, assistere a un concerto o vedere uno spettacolo dal vivo. Un peso in più per gli organizzatori? Sì, ma in generale l’accoglienza è positiva.
«Debutteremo con queste nuove disposizioni al festival di Mont’Alfonso – afferma Massimo Gramigni della Prg Eventi – Il sistema, in realtà, è semplice: già ai bus navetta sarà necessario avere il Green pass. Stiamo comunque lavorando per avere un’area per i tamponi rapidi. C’è da capire per bene chi controllerà, intanto, e poi se ci sarà un contributo sul tampone rapido. Noi siamo disponibili a contribuire, ma qualcosa deve mettere anche lo spettatore, oppure interviene lo Stato, magari con un credito d’imposta nei nostri confronti. Se il Green pass ci complica le cose a livello organizzativo? Ce le complica, ma senza vaccino non si riparte più. E adesso vogliamo riaprire. Al momento siamo lo spot più grosso per convincere la gente a vaccinarsi».
«Credo che il Green pass sia un bene – le parole di Giovanni Del Carlo, amministratore unico del Teatro del Giglio, riaperto completamente ristrutturato a metà giugno – Il Green pass dà tranquillità prima di tutto all’utente. Mi auguro soltanto che l’introduzione della certificazione verde possa far superare le limitazioni riguardo la capienza. Per l’attività invernale non abbiamo ancora presentato la stagione proprio per l’incertezza della situazione, ma se l’incertezza verrà meno grazie al Green pass, per noi è solo un piacere. E pure l’organizzazione non la vedo drammatica. Già le maschere raccolgono i dati personali degli spettatori per il tracciamento e forse il certificato verde andrà a sostituire quel processo artigianale. Ma, soprattutto, vediamo la luce in fondo a questo tunnel maledetto della pandemia».
«Per noi il rispetto delle leggi è scontato – spiega Francesco Franceschini, presidente del Real Collegio – Detto questo, manteniamo la voglia di continuare a lavorare e di arrivare alla fine della stagione, facendo del nostro meglio, rispettando le normative e andando incontro al pubblico, alla città e ai rappresentanti delle associazioni. Che alla fine il nostro obiettivo è proprio questo: accogliere diverse realtà e permettere loro di organizzare eventi. Ora come ora, dobbiamo convivere con questa situazione piena di tante sfaccettature».
«Noi siamo favorevoli al vaccino e quindi ben venga il Green pass – dice Vittorio Barsotti, presidente del circolo Lucca Jazz e membro del consiglio d’amministrazione del Real Collegio – Vogliamo diffondere la musica e vogliamo farlo bene. Il nemico è il virus. Ha ragione Mattarella quando dice che è un segno di libertà per tutti andare nei posti dove le persone sono vaccinate».
«Se il Green pass può aiutarci a uscire dalla pandemia, ben venga – sostiene Bruno Simonini per conto di Demia srl, organizzatore dell’Estate porcarese – Naturalmente un po’ ci preoccupa per la gestione dei nostri eventi. Soprattutto perché ancora manca la chiarezza. Dalle indicazioni sembra non si faccia differenza fra i concerti con 5mila persone e le iniziative che possiamo fare noi, con una capienza massima di 200. E poi restano i dubbi: chi controlla? Serve una persona abilitata? E noi organizzatori dovremo avere il Green pass, oppure no? Insomma, la certificazione è uno strumento utile, ma a noi realtà piccole può creare problemi. La cosa più importante, comunque, è uscire al più presto dalla pandemia». –
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