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La Confcommercio pretende risposte sull’uso del Green pass

La Confcommercio pretende risposte sull’uso del Green pass

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lucca. La Confcommercio prende posizione sulla questione Green pass.

«La nostra confederazione – si legge in una nota della sezione di Lucca, presieduta da Rodolfo Pasquini – si è mossa da subito per capire gli effetti che questo strumento avrebbe avuto sulle attività commerciali coinvolte. Ha presentato quindi al governo una serie di richieste chiarificatrici e migliorative, in particolar modo per il settore dei pubblici esercizi e per quello delle strutture ricettive. Oggi, ad una settimana dalla firma del decreto e a pochi giorni dall’entrata in vigore del provvedimento, le risposte non sono ancora arrivate e Confcommercio torna pertanto a sollecitarle con forza».

«Per quanto riguarda le strutture ricettive – prosegue la nota – la nostra richiesta è quella di prevedere l’esenzione del Green pass per gli alloggiati per i servizi al chiuso che possono essere i pasti, dalla colazione alla cena, o servizi benessere come piscine o Spa. Sarebbe, infatti, un evidente controsenso non prevedere l’obbligo di questo strumento per i clienti che intendono prenotare una camera e poi introdurlo invece per i clienti stessi che intendano usufruire dei servizi all’interno della medesima struttura. I nostri associati stanno già affrontando diversi quesiti e dubbi dei clienti che hanno prenotato; ci sono già le prime disdette e il rischio è che aumentino. Inoltre, la posizione di Confcommercio è chiarissima per quanto riguarda i controlli, che non possono essere deputati ai titolari delle attività o loro dipendenti. E ancora più difficile è che questo possa essere portato avanti dai titolari dei pubblici esercizi».

«L’imprenditore, in quanto tale, deve pensare al bene dell’azienda e svolgere il suo ruolo di imprenditore, non certo quello di pubblico ufficiale – prosegue Confcommercio – Non solo: il controllo di un cliente richiede un tempo tale che, su larga scala, comporta un lasso di tempo notevole. Ci sono attività a conduzione personale con uno o due dipendenti, ma a volte anche senza personale, che non si possono permettere di compiere questa operazione, se non rischiando di paralizzare la propria attività. Non si può certo pensare che un pubblico esercizio debba assumere una persona apposta per fare questo tipo di lavoro. Per questa ragione chiediamo al governo risposte, evitando come al solito comunicazioni last minute che generano solo ulteriore confusione». –

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