Italia
Mistero su un giovane scomparso da settimane
Frequentava Lucca, dove vive la fidanzata. Il suo dna sarà comparato con quello dell’uomo carbonizzato a San Giuliano
Danilo Renzullo
san giuliano. Potrebbe essere la scomparsa di un giovane di origini tunisine una delle piste più concrete per cercare di risolvere il mistero del cadavere semi-carbonizzato rinvenuto domenica scorsa in via di Pescina, tra San Martino a Ulmiano e Orzignano, lungo i campi che circondano e contraddistinguono le frazioni di San Giuliano Terme.
Lunedì, i familiari del giovane, classe 1988, si sono presentati spontaneamente dagli inquirenti dopo aver appreso dalla stampa del ritrovamento di un corpo di un uomo, apparentemente di un'età sui 40 anni e probabilmente nordafricano. Accompagnati dal proprio legale, i familiari del giovane di cui non si hanno più notizie da oltre un mese, hanno esposto agli inquirenti la denuncia di scomparsa presentata alla questura di Lucca il 9 luglio, sviscerando la storia e le vicissitudini di un giovane arrivato a Pisa nel 2008 con la speranza di seguire le orme dei fratelli.
Un lavoro, una casa e una vita regolare. Un orizzonte in parte offuscato probabilmente da frequentazioni sbagliate e dal miraggio di facili ed immediati guadagni che lo hanno trascinato nel vortice degli stupefacenti, aprendo anche una parentesi caratterizzata da una condanna e da una breve pena scontata in carcere.
Vari gli elementi che, secondo i familiari, restano in attesa della comparazione del dna, e che potrebbero mettere in relazione le due vicende: la misteriosa scomparsa del giovane e il ritrovamento di quel cadavere adagiato nella vegetazione.
A partire dal luogo di ritrovamento del corpo, non lontano da quelli che il giovane, nato a Tunisi, abitualmente frequentava con la fidanzata, una ragazza di Lucca, e con alcuni suoi amici. «Spesso si ritrovavano nei pressi della stazione di San Giuliano Terme», dice il fratello del 33enne (l'uomo ha chiesto l'anonimato vista la delicatezza della vicenda). Poco più di 1,5 chilometri in linea d'aria dal luogo dove il cadavere è stato rinvenuto.
«Ho visto mio fratello per l'ultima volta il 19 giugno», prosegue l'uomo. Quel giorno, il 33enne decise di lasciare l'abitazione pisana e di trasferirsi momentaneamente a Lucca da un conoscente, dove sarebbe rimasto per circa una settimana. Da allora il cellulare è risultato sempre spento.
L'ultima visita alla fidanzata il 21 giugno. Poi la misteriosa scomparsa. Che ha trasformato il giovane in un fantasma. Nessun contatto con la ragazza, né con i familiari. L'utenza telefonica staccata e nessuna traccia, né un possibile motivo per allontanarsi e far perdere ogni traccia. Silenzio. Che si è materializzato a inizio luglio in una denuncia di scomparsa presentata da uno dei due fratelli del 33enne negli uffici della questura di Lucca. «Domenica sera abbiamo letto del ritrovamento vicino San Giuliano Terme di un cadavere di un uomo probabilmente di origini nordafricane – prosegue – abbiamo deciso di presentarci dalle autorità per ribadire della scomparsa di nostro fratello». Un'ipotesi, una possibile strada da seguire per cercare di risolvere quello che per la famiglia tunisina è diventato un doppio mistero. La scomparsa di un fratello e il rinvenimento di quel cadavere a cui gli inquirenti stanno cercando di dare un nome. —
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