Sicurezza
I dirigenti lucchesi tutti concordi: docenti vaccinati per la ripartenza
I presidi pensano a settembre e aspettano le linee guida Si punta alla riapertura con lezioni totalmente in presenza
Francesca Lenzi
lucca. Riapertura in presenza, anche con le mascherine e vaccino obbligatorio per il personale scolastico. Volendo, anche per i ragazzi. Almeno quelli più grandi.
È questo a grandi linee il quadro che emerge dagli addetti ai lavori in previsione di una ripartenza il più possibile in sicurezza.
«In questa fase ho già sentito i vari dirigenti scolastici e la volontà generale è quella di partire con il cento per cento di lezioni in presenza – dice Donatella Buonriposi, dirigente dell’ufficio scolastico provinciale –. Al momento non ci sono linee guida precise dal ministero. Sappiamo che si dovrebbe rientrare con le mascherine e, forse, il distanziamento. Ecco, quest’ultimo aspetto può creare problemi, perché necessariamente serviranno più spazi. Su Lucca siamo messi abbastanza bene. Altrove ci sono problemi maggiori e per forza ci sarebbe da adeguarsi con turnazioni e un minimo di didattica a distanza che io non demonizzerei. Dipende da come si fa la Dad. Certo, se pensiamo che possa sostituire la lezione frontale non ci siamo. Quanto ai trasporti, i carichi dovrebbero essere quelli dell’anno scorso, con al massimo l’80 per cento della capienza totale».
«Sulle vaccinazioni, per l’obbligatorietà – va avanti Buonriposi – credo che la scuola sia un pubblico servizio e che il personale scolastico debba essere vaccinato. Sui ragazzi il discorso è diverso. Per i piccolissimi in questa fase lascerei perdere, per gli studenti delle superiori, invece, se ne può parlare. Detto questo, non penso che verrà imposta l’obbligatorietà. Forse il Green pass può diventare uno strumento. D’altra parte ritengo che la vaccinazione sia l’unico modo per evitare le quarantene. I numeri sui vaccinati? Difficile dirlo, soprattutto per questione di privacy. Da quanto sappiamo, dovrebbe essere rimasto un 15 per cento di personale scolastico da vaccinare. Ma gli interrogativi sono tanti. I supplenti, ad esempio. Anche loro dovranno essere vaccinati?».
«Dovremmo essere almeno all’80 per cento di vaccinati tra professori e Ata – afferma Alessia Bechelli, preside dell’Itc Carrara Nottolini Busdraghi –. L’idea è di rientrare tutti in presenza, L’obbligo? Per i docenti forse sì. Sugli studenti, magari, è una soluzione un po’ forte. Nel caso quelli più grandi. Da dirigente e responsabile ben venga la vaccinazione, ma preferirei una libera scelta, magari grazie a una campagna informativa migliore. Vero è che veniamo da due anni devastanti e dobbiamo uscirne».
«Come sarà l’anno scolastico? Ci vorrebbe la palla di vetro – sostiene Daniela Venturi, dirigente dell’istituto professionale Pertini –. Noi, in realtà, siamo una scuola molto digitalizzata, e non mi dispiacerebbe mantenere, anche dopo il covid, una piccola parte di Dad. Non è possibile fare anni a distanza, ma nemmeno buttare via tutto. L’obbligo vaccinale? Ci vuol coraggio per imporlo. D’altra parte la scuola è un servizio essenziale come la sanità».
«Stiamo aspettando indicazioni certe – dice Luigi Lippi, preside del liceo scientifico Majorana-Benedetti. Intanto posso dire che, nonostante tutto, abbiamo ancora classi numerose, soprattutto al Majorana. Gli spazi ci sono, ma siamo al limite. Sulle vaccinazioni, la percentuale da noi è molto alta. Il problema sono i ragazzi. La Dad non è efficace, perché si va a perdere chi ha meno mezzi e non è giusto. Quanto all’obbligo vaccinale, sono d’accordo. Per tutti, e il più velocemente possibile. Le libertà sbandierate sono troppo individuali e non tengono conto della società».
«Poco prima della fine della scuola, sulla base di una ricerca effettuata senza alcun obbligo, la percentuale di personale scolastico vaccinato era del 68 per cento per i docenti, del 75 per cento per l’Ata – spiega Oscar Guidi, dirigente dell’istituto superiore della Garfagnana –. Poi so che qualcun altro si è vaccinato dopo. C’è da dire che metà insegnanti sono non di ruolo, quindi vediamo chi arriverà. L’obbligo? Sì. Io direi per tutti. È l’unico modo per riuscire a fare un anno decente».
Quanto alle scuole dell’obbligo, «sono sempre state in presenza, tranne per un brevissimo periodo – dice l’assessora alle politiche formative di Lucca, Ilaria Vietina – Comunque in queste ore uscirà il piano scuola e vedremo le linee guida. La vaccinazione è importante, va intensificata la campagna, piuttosto. Per la riapertura, comunque, saranno fondamentali mascherine e distanziamento. —
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