Sicurezza
Cacciatori e agricoltori raccontano i loro guai all’assessore regionale
Doppio faccia a faccia di Stefania Saccardi con le categorie Si è parlato di danni del meteo e invasione dei cinghiali
Luigi Spinosi
ALTOPASCIO. Un settore più che importante, fondamentale. Stiamo parlando dell’agricoltura, senza la quale, semplicemente, non potremmo sopravvivere. Un settore che poi, nella nostra realtà, è particolarmente rilevante da un punto di vista economico, ma anche sotto il profilo della tutela del territorio. Un settore che però non gode di ottima salute.
Un tema affrontato ieri negli dalla vicepresidente della Regione e assessore all’agricoltura e alla caccia Stefania Saccardi, in due incontri con le categorie e con i cittadini ad Altopascio e Montecarlo. «È una mia abitudine – dice l’assessore – quella di riservare almeno uno o due giorni a settimana a incontri sul territorio, ascoltando direttamente le persone impegnate su campo. Che poi, nel mio caso, occupandomi di agricoltura, il termine campo può essere inteso in senso letterale. In questa circostanza poi c’è una ragione in più, visto che sono venuta anche a dare il mio sostegno a Sara in vista delle prossime elezioni». Ed è stata proprio la sindaca Sara D’Ambrosio, che in autunno dovrà confrontarsi con il voto amministrativo, ad accompagnare l’assessore nell’incontro pubblico cui hanno preso parte molti rappresentanti del mondo agricolo e di quello venatorio. Due mondi che sono molto collegati.
L’incontro è servito in particolare a raccogliere le istanze del mondo agricolo che, seppur cambiando zona, in Toscana sono molto simili: «Il momento non è bellissimo per nessuno – spiega l’assessore Saccardi facendo il quadro della situazione – l’agricoltura, forse, è sembrata soffrire di meno la pandemia, visto che comunque bisogna mangiare. Però quanto accaduto ha comunque avuto degli effetti pesanti. Intanto con il blocco dell’attività ricettiva è mancato il mercato della ristorazione e del settore alberghiero. Senza poi dimenticare il settore degli agriturismi». Ma i problemi non si fermano alla pandemia: «Ci sono anche i cambiamenti climatici, basti pensare alle ultime gelate primaverili».
E poi il tema e il problema più attuale, quello appunto dove agricoltura e caccia si incontrano: l’invasione dei cinghiali e degli altri ungulati: «È un a situazione di grande complessità – conclude l’assessore – trovare delle soluzioni non è facile. Noi, come Regione abbiamo comunque messo in campo azioni importanti, come il dare ai cacciatori la possibilità di muoversi durante il lockdown, o la delibera per consentire di intervenire direttamente agli agricoltori. Però c’è il limite rappresentato dalle regole nazionali, che non aiutano e dalle quali (cito per esempio il calendario venatorio) non possiamo derogare». —
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