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Morto di Voghera: la politica condanna le parole choc del consigliere di Porcari

Francesca Lenzi
Morto di Voghera: la politica condanna le parole choc del consigliere di Porcari

Critiche a non finire per Massimo Della Nina che in un post su Facebook, ha definito «rifiuto umano» l’uomo ucciso dall’assessore Massimo Adriatici a Voghera

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PORCARI.Critiche a non finire per Massimo Della Nina, il consigliere comunale della lista civica “La Porcari che vogliamo” (sostenuta dal centrodestra) il quale, in un post su Facebook, ha definito Youns El Boussetaoui (l’uomo ucciso dall’assessore Massimo Adriatici a Voghera) «rifiuto umano», aggiungendo che ora «il mondo è più pulito».

«Non è possibile sostenere che una persona renda il mondo più pulito con la propria morte – le parole di Leonardo Fornaciari, sindaco di Porcari – Un consigliere comunale fa parte delle istituzioni. E facendone parte, non può affermare che, se muore chi commette reati, il mondo è più pulito. Non c’è giustificazione che tenga per una frase del genere».

«E cosa c’è da commentare? Sono profondamente indignato dalle dichiarazioni di questo elemento che non conosco neppure – afferma Massimo Mallegni, senatore di Forza Italia – Questa persona ha un suo punto di vista che, però, credo vada oltre le regole della normale convivenza. Ripeto, le parole del consigliere di Porcari non meritano nemmeno un commento. Vanno condannate senza se e senza ma. Se è il caso che continui a fare politica? Ho sentito leader dire anche peggio. E comunque far politica fa parte della libertà personale. In questo caso, però, siamo andati oltre il lecito».

«Mi pare una cosa di una gravità inaudita – sostiene Francesco Cecchetti, assessore a Capannori – È un salto di qualità terrificante, reso ancora più grave perché ne è responsabile un uomo delle istituzioni. Penso ci vorrebbe un limite. Ogni vita umana è preziosa, quella persona andava semplicemente aiutata».

«Il mio agire da uomo delle istituzioni ma anche le idee da semplice cittadino ruotano attorno alla dignità della persona e al valore della comunità – dice Luca Menesini, presidente della Provincia e sindaco di Capannori – È aberrante giudicare la vita di una persona e valutare se sia o meno degna di esistere. È un pensiero che mi fa paura, ancor di più se arriva da chi ha un ruolo istituzionale. Sono affermazioni gravi e spero in una condanna unanime dalle forze politiche».

«Youns El Boussetaoui era prima di tutto un essere umano, un uomo, un padre di famiglia, con problemi psichici – commenta Eugenio Baronti (Sinistra Italiana) – Aveva bisogno di aiuto e invece ha trovato uno pseudo sceriffo. Il post del consigliere Della Nina non solo giustifica un’azione indegna ma addirittura arriva a sostenere che in fine dei conti non è stato ammazzato nessuno perché quell’uomo non era nessuno».

«Se l’intenzione del consigliere Della Nina era quella di accendere i riflettori sulle difficoltà con cui in Italia la giustizia e lo Stato intervengono in situazioni reiterate di illegalità, di sicuro non ci è riuscito – parla Sara D’Ambrosio, sindaca di Altopascio – Anzi, con il suo intervento ha spostato il dibattito su un terreno che ha ben poco a che fare con la politica, ma molto con l’inaccettabile demagogia.

«Youns era una persona che aveva bisogno di aiuto – fa eco Nicola Fratoianni (Sinistra Italiana) – Era un uomo che aveva sbagliato, più volte, e aveva un conto aperto con la giustizia. Un conto che non può, in alcun modo, essere pagato con il sangue».

«Ci aspettavamo le dimissioni di Della Nina – dice Domenico Capezzoli, coordinatore provinciale di Lucca Italia dei Valori – Non può rappresentare i cittadini in un paese democratico».

«Le posizioni di Della Nina sono agghiaccianti, fuori da ogni contesto di civiltà giuridica, e non solo – conclude il gruppo “Sinistra con” – Sono il risultato perverso della china presa dal sovranismo, teso a fomentare paure e razzismo». —


 

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