La manifestazione
La Confcommercio contro le decisioni della Soprintendenza
lucca. Confcommercio torna alla carica – e minaccia proteste e ricorsi – sulla prescrizione che la Soprintendenza ha inviato al Comune di Lucca, ordinandogli la riapertura per un tratto di 30 metri del canale Benassai lungo il viale San Concordio.
«In questi giorni – dice l’associazione – appena pena uscita la notizia, si è alzato il coro di protesta verso una decisione che appare incomprensibile e priva di logica. Incomprensibile non solo per i disagi che andrà a creare e non solo per le ricadute in termini igienico sanitari per chi vive e lavora nelle vicinanze del punto dove il canale dovrebbe essere riaperto. Ma incomprensibile anche perché del tutto slegata da un necessario progetto complessivo, che assorba queste ricadute quanto a parcheggi, viabilità».
«In mezzo a tante reazioni negative – prosegue –, è stato impossibile non notare, di contro, il silenzio della Soprintendenza che potrà permettersi anche di prendere decisioni senza discuterle. Ma che certo, in questo modo, non dà un bel segnale di vicinanza verso la città e, nel caso specifico, di tutte quelle realtà che a causa di questa decisione calata dall’alto andrebbero incontro a sicuri ed enormi disagi».
«Per questa ragione – insiste Confcommercio – chiediamo alla soprintendente Angela Acordon un segnale di disponibilità e di attenzione nei confronti della città e in particolare del quartiere di San Concordio. Un segnale di disponibilità a non chiudere la porta al confronto con tutti i soggetti coinvolti, alla ricerca di una soluzione condivisa. In caso contrario la nostra associazione, da sempre aperta a un dialogo costruttivo con tutti, dalle istituzioni alla propria base associativa, è pronta a organizzare una grande manifestazione di protesta per portare avanti le sacrosante ragioni dei commercianti di San Concordio. A tale proposito – chiude – è nostra intenzione non lasciare niente di intentato. Ecco perché abbiamo già presentato una richiesta di accesso agli atti in possesso del Comune. E qualora si rendesse necessario siamo pronti a valutare anche un eventuale ricorso nelle sedi competenti». —
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