La manifestazione
Traffico e curve: troppi drammi in pochi chilometri
Via del Ponte della Ciliegia si conferma ad alto rischio Altri due lutti nel 2005 e nel 2011 e una lunga serie di sinistri
ALTOPASCIO. Via del Ponte alla Ciliegia non è particolarmente lunga, eppure quei pochissimi chilometri di asfalto che separano la frazione altopascese di Marginone da Chiesina Uzzanese è stata teatro di tanti incidenti, alcuni, come ieri, fatali.
Una situazione su cui incidono diversi elementi. A partire dalla posizione geografica della strada, che ne fa una comoda alternativa per chi si muove tra la Valdinievole e la Lucchesia, rendendola quindi una via particolarmente trafficata. Ma sulla sua pericolosità incide soprattutto la conformazione della strada, e che i vari interventi fatti nel corso del tempo (come la rotonda all’incrocio con via Riccomi) hanno solo in parte ridotto. In particolare, tra saliscendi e curve, è fra l’autostrada e il torrente la zona più pericolosa. Ma anche più avanti andando verso Lucca, il tratto più largo e diritto (lo stesso in cui si è verificato l’incidente di ieri) presenta dei rischi, visto che può indurre ad accelerare.
E proprio all’altezza dell’incrocio con via Ponte ai Pini nel maggio del 2005 si verificò l’incidente che costò la vita a Fernanda Tei, 85 anni, moglie dell’ex sindaco di Altopascio Savino Saroni. La donna stava andando a gettare i sacchetti dell’immondizia nel bidone della spazzatura quando fu investita da un fuoristrada, perdendo la vita sul colpo.
Era sempre maggio, ma del 2011, quando sempre in via del Ponte alla Ciliegia, nel tratto successivo al sottopasso autostradale in direzione Chiesina, perse la vita un 56enne, Stefano Russo. Anche lui, come il giovane scomparso ieri, viveva a Ponte Buggianese. Era in sella a un ciclomotore quando fu investito da un’auto che stava uscendo da una stazione di servizio.
L’installazione dei dissuasori e, più recentemente, il rifacimento dei marciapiedi e dell’illuminazione pubblica, ha invece reso più sicura la situazione in località Michi, ossia il tratto in teoria più a rischio vista la presenza di parecchie abitazioni a ridosso della strada. —
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