Il Tirreno

Lucca

l’associazione “salviamo il porto della formica” 

«Nessun danno per il quartiere i posti auto saranno mantenuti»

«Nessun danno per il quartiere i posti auto saranno mantenuti»

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lucca. Sulla decisione della Soprintendenza interviene anche l’associazione “Salviamo il porto della Formica”, promossa dal comitato San Concordio. La visione è opposta a quella di Comune e commercianti. «Il Comune, falliti tutti i tentativi di ricoprire o inscatolare il fosso, sarebbe arrivato alla stessa conclusione della Soprintendenza – dice –. È possibile affiancare al fosso un marciapiede ciclabile senza perdere un solo posto auto e senza restringere la carreggiata».

Per l’associazione, «la Soprintendenza, imponendo la riapertura di un tratto del fosso di viale San Concordio, ha risolto il problema all’assessore Francesco Raspini, che sarebbe dovuto arrivare alla stessa conclusione. Ma sarebbe stata una decisione troppo impopolare per lui, mentre la Soprintendenza lo fa di mestiere di ricoprire ruoli scomodi. Ricapitolando: l’assessore non poteva coprire il fosso con semplici pannellature, come era prima del cedimento, perché per i suoi tecnici non c’era la portanza; non poteva inserirci gli scatolari larghi 2,50 metri, perché presupponevano sia la demolizione del muro vincolato sia, con la posa del massetto sul fondo, sia la restrizione della sezione del canale; non poteva mettere gli scatolari più piccoli perché avrebbero troppo ristretto la sezione. Nessun ingegnere avrebbe potuto avallare un restringimento della sezione del canale, perché non è vero che il fosso Penitese è “una fogna delle acque bianche” e non riceve acqua dal Condotto Pubblico. In realtà, il Benassai Penitese è uno degli assi principali del sistema colatorio che allontana l’acqua della piana verso la depressione dell’Ozzeri».

Secondo l’associazione, l’intervento previsto dalla Soprintendenza, «sarà l’occasione per cominciare a risistemare il viale, intanto un tratto alla volta. L’attuale pista ciclabile è più larga del fosso sottostante: nel primo tratto basterà rimettere delle spallette, anche provvisorie, sul muro del fosso, e vedremo che prima di arrivare agli stalli dei parcheggi c’è lo spazio di 1,90 metri, necessario per ricavare un marciapiede ciclabile. È possibile, con il tratto di fosso aperto, dotato di spallette, affiancargli un marciapiede ciclabile, senza perdere un solo stallo senza restringere la carreggiata». —

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