Sicurezza
Regionale chiusa gli ambientalisti sul piede di guerra
MINUCCIANO. La chiusura della Sr445 all’altezza del ponte di Casola in Lunigiana ha portato alle proteste dei residenti e degli operatori economici dell’alta Garfagnana.
A loro si aggiungono gli ambientalisti, in particolare l’organizzazione di volontariato “Apuane libere” che interviene sulla programmazione dei lavori. Infatti, il ponte sul torrente Aulella subisce anche il traffico pesante dei camion del marmo. «Da lunedì – dice il presidente Gianluca Briccolani – rischiano di penalizzare cittadini e attività che giornalmente vedono sparire turisti e pezzi di montagne». Insomma, Apuane Libere non ci sta. «L’interruzione dell’importantissima arteria stradale che collega le terre di Lunigiana con quelle della Garfagnana proprio nel clou della stagione estiva, rischia di dare la mazzata finale a tutto quel sano sistema economico, che ogni giorno è già fortemente penalizzato dai vari tir del marmo che scorrazzano da e verso la stazione di Pieve San Lorenzo o verso i vari porti della costa – spiega Briccolani – che i territori apuani siano ostaggio delle cave lo sappiamo oramai da tempo e le scellerate decisioni prese sulla intempestiva chiusura della Strada regionale 445 nei pressi dell’abitato di Casola, confermano che la politica locale e chi dovrebbe rappresentare tutti i cittadini nelle sedi istituzionali, obbedisce alle esigenze degli imprenditori del marmo senza minimamente preoccuparsi di quelle di chi questi territori li vive lottando ogni giorno per mantenerli prosperi».
Che il ponte sarebbe dovuto essere oggetto di intervento, era noto ormai da tempo e Briccolani chiede come mai non sono stati sfruttati i momenti di lockdown per fare i lavori. «Durante quei mesi che hanno messo a dura prova tutta l’economia locale già in fortissima sofferenza vi era tutto il tempo per pianificare la manutenzione e attuarla. Non è un caso che si decida di interrompere la circolazione dei veicoli, proprio nel periodo in cui si fermano i viaggi dei camion legati al frantoio della Minucciano Granulati srl, alla sua casa madre di Sassuolo e a tutte quelle ditte del settore lapideo che giornalmente sfruttano in maniera sconsiderata le strade pubbliche e la linea ferroviaria, chiusa anche quella guarda caso nello stesso periodo, e colpevoli di affossare il turismo in quasi tutte le valli della catena montuosa delle Apuane». —
Luca Dini
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