Il Tirreno

Lucca

caso elle group 

Auto mai consegnate: finisce sotto inchiesta anche un venditore

Pietro Barghigiani

Tra i sei indagati un uomo residente a Castelnuovo Uno di loro aveva 140.000 euro in casa. Decine di querele

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castelnuovo. Anche un venditore di auto di Castelnuovo tra gli indagati nell’inchiesta della guardia di finanza su auto mai consegnate da parte dell’Auto Elle Group di Migliarino. Un autosalone multimarche conosciuto ormai da quasi due anni per le mancate consegne delle vetture pagate e mai viste dai clienti. Che a decine hanno trasferito la loro rabbia e la labile speranza di rivedere qualcosa di quanto versato presentando una miriade di querele. Dalla provincia di La Spezia a quella livornese con un nucleo forte nel pisano.

Il buco milionario. Sono i clienti di una ditta che nel frattempo ha cessato l’attività e che, fonte della legale rappresentante inseguita dai creditori, avrebbe fatto un “buco” di almeno 2,7 milioni di euro. La procura di Pisa dopo aver iniziato a ricevere querele su querele ha aperto un fascicolo unico, in cui sono finite tutte le denunce, individuando almeno sei persone da sottoporre a indagini. E ora anche a sequestro preventivo firmato dal gip del Tribunale.

In casa 140mila euro. A casa di uno degli indagati gli investigatori della Guardia di finanza hanno trovato 140mila euro in contanti. Soldi sequestrati come i beni immobili e altro intestato ai sei. Qualcuno ha fatto ricorso al tribunale del Riesame di Pisa per chiedere il dissequestro. L’esito dell’istanza sarà depositato nei prossimi giorni.

Gli indagati. Nell’inchiesta per truffa e appropriazione indebita sono indagati Martina Mucci, 22 anni, di Cecina, legale rappresentante dell’Auto Elle Group; Vito Sante Di Dio, 43 anni, residente a Prato, all’epoca venditore in una concessionaria nel Pistoiese collegata all’Auto Elle Group; Antonella Monaco, 38 anni, di Prato; Raul Bianchi, 58 anni, di Camigliano (comune di Capannori) ; Gianfilippo Ciaramella, 46 anni, di Rosignano Marittimo, venditore all’Auto Elle Group; Francesco Lucchesi, 45 anni, di Castelnuovo Garfagnana, residente tra Lucca e Cecina, venditore all’Auto Elle Group, ma accusato dalla Mucci di essere l’amministratore di fatto della società.

Primi interrogatori. Nei giorni scorsi diversi indagati sono stati interrogati dai magistrati che si occupano del caso, le pm Flavia Alemi e Lydia Pagnini.

«Sono una prestanome». «Sì, sono la titolare dell’autosalone, ma decideva tutto Francesco» aveva confidato all’inviato delle Iene Martina Mucci, braccata dopo le denunce dei creditori e i numerosi articoli del Tirreno sulle mancate consegne delle macchine pagate in contanti o tramite finanziarie che ora chiedono il pagamento delle rate. «Abbiamo fatto un buco di 2,7 milioni di euro» aveva ammesso Mucci che se da un lato aveva scaricato su Francesco Lucchesi la responsabilità di una situazione da tempo fuori controllo, dall’altra era stata “incastrata” dal suo ego di voler apparire fashion per moda e location.

Shopping sfrenato. Un profilo ostentato su Instagram in cui appare a Montecarlo o mentre esibisce borse da 2 e 3.000 euro. Una, da 15.000 euro, era stata mostrata nel servizio, e l’imprenditrice aveva confermato di averla comprata nel settembre 2020.

Nello stesso periodo i clienti infuriati pretendevano indietro i loro soldi e lei continuava invece a fare shopping. Protagonista nel 2017 di un incidente mortale la giovane aveva continuato a vendere auto usate o a chilometro zero affidandosi a una serie di venditori e restando la titolare dell’impresa. Per un po’ ha funzionato. Poi è saltato il coperchio e dopo i clienti infuriati Mucci è stata inseguita anche dalla procura che con il sequestro cerca di bloccare i beni per un eventuale ristoro a favore dei creditori. —

Pietro Barghigiani

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