Il Tirreno

Lucca

IL PROCESSO 

Due fratelli vengono scambiati per ladri: assolti

Luca Tronchetti

Odissea giudiziaria per una coppia di giovani che sono finiti davanti al giudice a causa di un duplice errore di persona

3 MINUTI DI LETTURA







Esasperato dai tre o quattro furti subiti negli ultimi anni scambia due giovani per i ladri appena sorpresi e scappati dalla sua abitazione e li denuncia per tentato furto. Un’odissea giudiziaria che dura oltre 24 mesi per due fratelli residenti nella zona del Cuoio, e si conclude con un’assoluzione con formula piena di fronte al giudice Felicia Barbieri. Non furono i due ragazzi, senza precedenti di polizia e con la fedina penale intonsa, che la sera del 7 dicembre 2018 entrarono, scavalcando il cancello e dirigendosi verso la porta d’ingresso dell’abitazione di un sessantenne della Piana, gli autori del tentato furto. Gli imputati (non facciamo i nomi data la particolarità della vicenda e la loro completa estraneità ai fatti addebitati) erano entrambi in aula, seduti accanto ai loro legali (avvocati Andrea Rugani e Ornella Da Tofori), al momento della lettura del dispositivo. E quando il giudice li ha assolti si sono abbandonati a un momento di felicità.

I FATTI

Sono le 20 del 7 dicembre 2018. La zona è completamente al buio e il pensionato è in casa con la luce spenta. Ha già avuto furti in passato e ai carabinieri sostiene di aver visto delle luci riflettersi sul soffitto e fermarsi una macchina proprio davanti al suo cancello. L’uomo non identifica il modello e il colore della vettura, ma giura di aver visto in quell’istante due ragazzi saltare il cancello ed entrare nella sua proprietà. A quel punto, anticipando il loro ingresso nell’abitazione, apre la porta inizia ad urlare, li spaventa e li costringe alla fuga verso la parte sinistra rispetto alla casa. Agli inquirenti racconta che cinque minuti dopo ha visto passare i due presunti ladri a piedi nella direzione opposta e di averli seguiti sino al parcheggio di un asilo prendendo il numero di targa della vettura sulla quale salivano. Uno dei due giovani, stupito dal comportamento del pensionato, tra l’altro un conoscente, gli chiede inutilmente spiegazioni. Il pensionato quindi si autoconvince che quei due giovani siano autori del tentato furto e anche durante l’escussione testimoniale in aula mente sulla circostanza della conoscenza dei due imputati. Quella sera invece i due fratelli alle 18,30 si trovavano ai giardini comunali e uno dei due perdeva tra la vegetazione le chiavi della macchina. A quel punto decidevano di dirigersi a piedi verso l’abitazione di un parente che era distante circa un chilometro. Partivano dal parcheggio alle 19 e arrivavano a casa del parente alle 19,15 transitando una prima volta dalla casa della persona offesa. Venuti in possesso delle chiavi di scorta della macchina, cenano velocemente e alle 19,50 a piedi ripassano dalla casa del pensionato per tornare a riprendere l’auto nel parcheggio. Sono le 20 mentre si trovano proprio davanti a quell’abitazione e pochi minuti dopo, nel posteggio, scorgono il pensionato, che li aveva seguiti scambiandoli per i ladri, intento a prendere il numero di targa della vettura. Gli chiedono, invano, spiegazioni salvo qualche settimana dopo scoprire di essere stati denunciati per un tentato furto che non avevano mai commesso. —



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