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La casa di Francesco Vecchiacchi donata alla comunità

– L. D.
La casa di Francesco Vecchiacchi donata alla comunità

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CAMPORGIANO. La casa natale dello scienziato Francesco Vecchiacchi, nella frazione di Filicaia, diviene proprietà del Comune di Camporgiano. L’ultima discendente della famiglia, la dottoressa Elena Cannizzaro, ha infatti donato l’immobile alla comunità.

L’amministrazione comunale adesso pensa a come valorizzarlo: il progetto ambizioso prevede la realizzazione di un museo a pian terreno e la volontà di destinare gli altri spazi per realizzare campus universitari. Vecchiacchi, morto nel 1955 all’età di 52 anni, si laureò in fisica all’Università di Pisa a soli 23 anni con il massimo dei voti. Da lì partì la sua carriera che lo ha portato ad inventare il primo ponte radio, a lavorare per l’Università di Pisa e il Politecnico di Milano ed essere direttore scientifico della Magneti Marelli.

«Il primo passo sarà ristrutturare l’immobile che però è in ottimo stato e necessita solo di un intervento al tetto – dice il sindaco Francesco Pifferi, – è una casa di pregio e di gran prestigio che ci permette di valorizzare il più grande scienziato che abbiamo avuto in Garfagnana. Il ringraziamento alla dottoressa Cannizzaro è assolutamente sentito e non formale. Un grande gesto di generosità e di amore nei confronti dell’intera comunità di Camporgiano. Questa donazione ci consentirà da un lato di ricordare degnamente la figura e l’opera di un illustre concittadino come il professor Vecchiacchi e dall’altro di recuperare e valorizzare la residenza natale del grande scienziato, trasformandola in una Casa del Sapere e della Formazione, collegata inscindibilmente alle realtà accademiche e non che lo videro docente, ricercatore, sperimentatore e direttore scientifico».

Infatti, il progetto a cui pensa il sindaco prevede la costituzione di un comitato tecnico-scientifico, che dovrà elaborare un programma di iniziative volte a recuperare la memoria sia dei grandi risultati raggiunti dal nostro, soprattutto nel campo della fisica applicata e della radiotecnica, sia delle sue passioniali, coltivate anch’esse con immensa dedizione, in primis la fotografia.

«A piano terra pensiamo ad un museo con le sue foto perché Vecchiacchi si dilettava nella fotografia e abbiamo tanto materiale tra cui un reportage sulle Apuane degli anni’30-’40 – prosegue Pifferi, – abbiamo poi altri reperti di famiglia e pensiamo a qualcosa di multimediale che racconti la sua carriera scientifica. Ai piani di sopra, ci piacerebbe sviluppare un campus di formazione elevata. L’obiettivo è allacciare rapporti con il Politecnico di Milano, con l’Università di Pisa ed anche con la Magneti Marelli per sviluppare l’idea di ospitar studi di tipo universitario o post universitario». La casa è circondata anche da un giardino che il comune vuole trasformare in un parco giochi e in un’area verde attrezzata. «Vecchiacchi è stato il padre del ponte radio, è stato un pioniere se si pensa che ha dato vita al primo corso di comunicazioni elettriche e radiotecnica a Milano, ha realizzato il ponte radiotelevisivo sperimentale Torino-Milano, primo collegamento a larga banda in Italia per le trasmissioni Rai». A Vecchiacchi è intitolato l’istituto tecnico di Castelnuovo. – L. D.

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