Il Tirreno

Lucca

LA CONDANNA  

Colpisce con una mazza un giovane impiegato all’uscita di una discoteca

Luca Tronchetti LUCCA.

Nove mesi di reclusione  senza i benefici di legge con l’accusa di lesioni al ventunenne versiliese che non conosceva il ferito

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Senza un motivo apparente ha colpito alla testa con una mazza che teneva nel bagagliaio della vettura un giovane impiegato lucchese che è crollato a terra restando privo di conoscenza per qualche minuto prima di essere trasferito al pronto soccorso dell’ospedale Versilia.

Accade il 13 marzo 2016 all’uscita di una discoteca nel comune di Pietrasanta e l’autore del gesto, accusato di lesioni gravi, è stato condannato dal giudice monocratico Giuseppe Pezzuti a nove mesi di reclusione senza i benefici di legge e il risarcimento del danno sarà stabilito in maniera compiuta al tribunale civile. Il condannato è Attilio Sergio Frau, 21 anni all’epoca dei fatti, residente a Pietrasanta.

I fatti. Sono le 5 del mattino del 13 marzo di cinque anni fa e un gruppo amici di Lucca esce da una discoteca di Pietrasanta per tornare a casa. Stando all’accusa mentre stanno per raggiungere le loro auto parcheggiate poco distante incrociano Attilio Frau. Tra il giovane di Pietrasanta e un componente del gruppo dei lucchesi nasce un acceso battibecco per futili motivi. Non troppo distante c’è Antonio Romano, impiegato nell’impresa edile paterna, che all’epoca dei fatti aveva 29 anni. Torna sui suoi passi e invita l’amico a chiudere la contesa e a raggiungere in fretta la macchina per tornare, vista l’ora, a casa. Lui con il battibecco non c’entra nulla. Anzi, nemmeno a capito bene l’oggetto del contendere. Non si aspetta certo di ricevere alle spalle una bastonata in testa. Invece, stando all’accusa, il giovane di Pietrasanta si dirige verso la sua autovettura e dalla bauliera afferra una mazza o un bastone di legno. Con quell’arma colpisce violentemente alla testa il malcapitato che crolla a terra privo di sensi. È il panico. Frau, stando all’accusa, ne approfitta per allontanarsi dal luogo mentre gli amici di Romano lo soccorrono e avvertono un’ambulanza del 118.

Al pronto soccorso. L’impiegato lucchese riporta un trauma commotivo e resta svenuto per diversi minuti. Al pronto soccorso dell’ospedale Versilia viene medicato dai sanitari e dimesso con una prognosi iniziale di quindici giorni. Ma a causa della botta ricevuta è costretto ad assentarsi a lungo dal lavoro. Viene presentato un esposto-denuncia in procura e il giovane, assistito dall’avvocato Antonio Gaddini, si costituisce parte lesa nel processo penale a carico dell’autore delle lesioni. Il processo si tiene di fronte al giudice Giuseppe Pezzuti che, dopo aver sentito le parti e i testimoni, condanna l’imputato a nove mesi di reclusione. –



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