Attenzione
Tenta il colpo in gioielleria
All’alba una donna cerca di sfondare la vetrina di Pedonesi con una griglia
LUCCA. Di primo acchito, quando la vigilanza l’ha chiamato, Vittorio Pedonesi ha pensato a qualche ragazzotto ubriaco, visto che la cronaca delle ultime settimane non è stata carente di episodi simili nel centro storico.
La guardia giurata dell’agenzia Vesuvio l’ha svegliato alle sei del mattino. C’era stato un tentativo di effrazione nel suo negozio, la gioielleria Pedonesi, da lui aperta nel cuore commerciale della città, via Fillungo, nel 1978. Il vetro blindato aveva resistito agli urti della griglia, abbandonata in tutta fretta sull’asfalto della strada. Il colpo non era riuscito, l’allarme aveva fatto desistere i ladri.
«Ho chiamato la polizia – racconta Pedonesi – e dopo pochi minuti è arrivata una pattuglia dalla questura. Chiaramente mi hanno chiesto il filmato della videocamera all’ingresso del negozio». Pedonesi ha guardato le immagini insieme ai poliziotti. La sorpresa ha preso il sopravvento.
Non tanto perché il tentativo di effrazione fosse stato fatto da una donna, quanto per la modalità: «Sul momento mi è venuto da sorridere, poi ho riflettuto che probabilmente era una persona sotto l’effetto di alcol o droga e presa dalla disperazione. Altra spiegazione non me la so dare, se non quella che cercasse di rubare qualche gioiello o qualche orologio per rivenderlo e racimolare cento euro per la droga».
Possibile, saranno le indagini della polizia a stabilirlo se dalle immagini si riuscirà a risalire all’autrice del fatto. Certo è che la notizia ieri aveva destato molta curiosità in via Fillungo, la via dei negozi e dei turisti “per eccellenza”.
La gioielleria Pedonesi si trova a poca distanza da piazza Santa Maria, ed è da lì che la donna è stata vista arrivare nel video. Erano circa le cinque e mezzo di ieri mattina. Nella strada non c’era nessuno. La donna, all’apparenza di età abbastanza giovane (per quel che si può capire dalle immagini), con scarpe col tacco o la zeppa e una borsa a tracolla si è fermata poco più avanti del negozio di Pedonesi. Sul portapacchi posteriore sporgeva un oggetto verticale. Appena l’ha preso in mano si è capito che era una griglia. Senza lasciare la borsa la donna ha afferrato la griglia, ha alzato le braccia e si è avvicinata al vetro blindato del negozio di Pedonesi. Occhio, al negozio con il vetro blindato, quello che Vittorio Pedonesi e i suoi commessi chiamano “fashion”, dove il commerciante tiene gioielli e orologi più a buon prezzo (ma comunque di marche note come Armani, Calvin Klein, Rebecca). Nella porta accanto, protetta da una saracinesca, c’è la gioielleria vera e propria. La donna ha tentato il colpo nella parte meno protetta dell’attività.
Uno, due, tre, quattro colpi. Il vetro stava per infrangersi quando è scattato l’allarme. Impaurita, ha gettato la griglia sull’asfalto ed è corsa verso la bicicletta. La videocamera non ha ripreso altro fino all’arrivo della guardia giurata.
Pedonesi non ha ancora stimato il danno: «Ho messo dei pannelli di cartone per coprire il vetro danneggiato. Non ha avuto tempo di entrare né di portare via niente. Sono rimasto sorpreso dal fatto in sé, da questa donna così alterata e probabilmente così disperata da tentare un colpo del genere».
La gioielleria era stata bersaglio di due rapine negli anni passati: «Una nel 1995 e una nel 2013. Rapine a mana armata. Tutt’altre sensazioni. In questo caso ci sarà solo da cambiare un vetro». —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
