Sicurezza
Lucca, il fondo chiuso da 20 anni diventa la bottega del parrucchiere Fella
Il 36enne di Vercelli ha aperto il nuovo negozio con l’intento di restituire alla città un ambiente che ricorda il suo passato
LUCCA. Ha trasformato un fondo chiuso da oltre vent’anni in una sofisticata bottega artigiana che ben si confà allo stile di Lucca. Francesco Fella, 36enne originario di Vercelli, ha aperto ieri, in via della Fratta, il suo negozio di parrucchiere uomo-donna-bambino, con l’intento di restituire alla città un ambiente che ricorda il suo passato. Ci ha lavorato duramente per più di due anni, sfruttando ogni momento libero ma, alla fine, ha realizzato il suo sogno che condivide con la compagna, Simona Bobbio, nativa di Novara, laureata in Scienze del turismo che è al suo fianco da sei anni.
Voglia di lavorare, Francesco ne ha tanta. Condita dall’entusiasmo e da una buona dose di fantasia e creatività, acquisita grazie all’esperienza giovanile in campo artistico che gli ha permesso di dare al suo negozio un tocco di eleganza e originalità. Il fondo, che a lungo fu lo studio del fotografo Roberto Giovannini, era in pessime condizioni quando il giovane parrucchiere lo ha individuato. Ma aveva un fascino nascosto che poteva emergere. E poi quella zona di Lucca gli piaceva. Detto, fatto.
Si è rimboccato le maniche e ci ha messo l’anima, curando personalmente ogni dettaglio. Del vecchio pavimento in cotto sono rimasti i pezzi migliori che sono andati a formare una straordinaria passerella centrale, con mattonelle di marmo e mosaici ispirati alla natura, realizzati dallo stesso Francesco che ne ha appreso l’arte nello studio Barsanti di Pietrasanta. «Ho usato materiali di recupero – precisa – anche per le applique di marmo alle pareti e per creare le sculture marmoree e lignee con cui ho arredato l’ambiente, al quale ho voluto regalare l’aspetto originale».
Colpiscono i muri di mattoni e le nicchie che si celavano dietro pareti assurde. E anche il soffitto di travi in legno all’ingresso e quello ad arcate di mattoni nel secondo ambiente. Ma il primo colpo d’occhio è per le antiche poltrone da barbiere, recuperate in vecchi negozi e per “Dora, poltroncina elefantina” per bambini, scolpita da Francesco in un tronco di cedro del Libano. A completare l’arredo, i ritratti di clienti in posa per l’acconciatura, eseguiti a matita dal pittore Martino Landi, di cui Francesco è stato allievo al Passaglia.
Una passione ereditata dai genitori, Damiano e Finella, parrucchieri di Vercelli, dove gestiscono due saloni insieme all’altro figlio, Luca. «È stato mio padre – racconta Francesco – a insegnarmi il mestiere, quando avevo sedici anni e frequentavo il liceo socio-psico-pedagogico. Lui aveva iniziato negli anni Sessanta nel negozio Vidal Sassoon a Milano. Ironia della sorte, frequentato per corsi di aggiornamento dal parrucchiere lucchese Luigi Del Dotto. Lo stesso che, decenni dopo, mi avrebbe assunto come dipendente, accompagnandomi con i suoi insegnamenti in questa nuova esperienza. Devo molto a lui – aggiunge – per il supporto che ha saputo darmi e che stamani è stato il primo a venire a farsi i capelli. E devo moltissimo a mio padre per avermi spronato in questa professione, aiutandomi economicamente ad aprire un salone tutto mio». Francesco ha lavorato a Vercelli fino a 30 anni. Ma la sua città gli stava stretta ed è volato a Barcellona, specializzandosi anche in barberia, fino all’approdo definitivo a Lucca. —
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