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il provvedimento allo studio 

L’ipotesi del “green pass” da chiedere ai clienti divide i ristoratori

Luca Meconi
L’ipotesi del “green pass” da chiedere ai clienti divide i ristoratori

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Luca Meconi

LUCCA. Green pass sì o no? I ristoratori lucchesi si dividono sulla possibilità che anche in Italia venga chiesto ai clienti di bar e ristornati la certificazione che attesta se il cittadino o il turista ha fatto la vaccinazione anti Covid-19, è negativo al test nelle ultime 48 ore o è guarito dal Covid negli ultimi sei mesi. Un sì forte e deciso arriva da Matteo Caprili della “Piccola Osteria Lucca drentro” di piazza San Frediano. «Noi siamo d’accordo – afferma – con il dover richiedere il green pass ai clienti. Bisogna uscire da questa situazione prima possibile, bisogna levarci le gambe tutti al più presto e a ogni cosa che va in questa direzione sono favorevole. Non è giusto che per poche persone che non si vogliono vaccinare tra qualche mese dobbiamo richiudere tutto. Qui se chiudiamo un’altra volta non ce la facciamo, si va nella pazzia. Il rischio è di chiudere completamente e di non riaprire più. Quindi diciamo sì al green pass». Contrario alla certificazione verde è invece Gherardo Anselmi della trattoria pizzeria “Da Gherardo” di piazza dell’Anfiteatro. «Tutto dovrebbe stare nella responsabilità dei singoli cittadini, italiani e stranieri. Dovrebbero essere le persone singolarmente a essere responsabili. Noi qui siamo tutti vaccinati, ma come possiamo fare a chiedere alle persone che si siedono ai nostri tavoli se sono vaccinate o meno? Se per caso non lo fossero, cosa dovremo fare? Mandarle via? In questo periodo perdere clienti è un problema grosso, non credo che sia questa la soluzione. Anche con i turisti stranieri si porrebbe lo stesso problema. Cosa dovremo fare? Fermarli quando vediamo che arrivano e chiedere loro di esibire la certificazione e se non ce l’hanno mandarli indietro? Non credo che sia praticabile». Contrari al green pass sono anche all’Osteria del tortellino, altro locale di piazza Anfiteatro. «Non siamo favorevoli a questa decisione se venisse confermata – affermano – perché non c’è l’obbligo per tutti di fare il vaccino. Se il vaccino è facoltativo c’è anche per i cittadini la libertà di scegliere e di muoversi». Favorevole invece Rosario La Rocca del Caffè Puccini all’ingresso di via Fillungo. «Sono favorevole al green pass e sarei favorevole anche alla vaccinazione obbligatoria per tutti. Non è vero che siamo in una dittatura, come qualcuno afferma. Le dittature sono altre e purtroppo ci sono ancora in altri paesi. Da questa situazione dobbiamo uscire tutti assieme prima possibile. Il vaccino è la strada giusta». —

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