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Kme: «Inceneritore, riproveremo»

Tiziana Gori
Kme: «Inceneritore, riproveremo»

L'azienda all'attacco: «Tanti proclami sulla sostenibilità, ma poi i progetti sono contrastati»

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BARGA. Temporaneamente archiviato, ma non abbandonato. Kme smorza gli entusiasmi dell’amministrazione comunale di Barga e la gioia della sindaca Caterina Campani, che due giorni fa aveva annunciato lo stop della Regione Toscana al progetto del pirogassificatore: «La Regione - diceva Campani - provvederà ad archiviare il procedimento autorizzativo. Si chiude ufficialmente una vicenda che ha coinvolto tutta la Valle da più di due anni a questa parte, con tanto di sollevazione popolare e di parte delle istituzioni».

Dopo due giorni è doccia gelata sugli entusiasmi. Kme invia una nota stampa in cui, assorbita dalle ragioni dell’azienda, spicca la notizia: «Non abbandoniamo il progetto». Kme Italy Spa conferma di aver provveduto al ritiro della richiesta di Via (valutazione d’impatto ambientale) e di Aia (autorizzazione integrata ambientale), che erano finalizzate «alla realizzazione della piattaforma energetica per l’autoproduzione di energia elettrica. La società ribadisce la ferma intenzione di portare avanti il progetto, ma ha deciso di ricorrere allo strumento tecnico del ritiro al solo fine di prendere in considerazione alcuni aspetti di natura urbanistica che risulteranno a seguito della definizione di contenziosi legali in corso, onde perfezionare il progetto in tutti i suoi aspetti».

A seguito del preavviso di diniego alla realizzazione dell’impianto che la Regione aveva notificato a Kme nel luglio 2020 l’azienda era stata chiamata a produrre osservazioni e documenti a supporto dell’idea del pirogassificatore entro novembre 2020 (data posticipata poi al 30 giugno 2021). Kme aveva invece annunciato di ritirare il progetto, e da qui l’entusiasmo di Caterina Campani. La sindaca aveva ringraziato la giunta, le associazioni che in due anni avevano portato avanti un’aspra lotta contro il progetto, e il movimento La Libellula, in prima linea nella battaglia.Soddisfatto anche il senatore Pd Andrea Marcucci: «Un’ottima notizia per tutta la Valle. Ora dobbiamo guardare al futuro e sostenere le aziende, stare vicini anche a Kme. Ma tutto deve essere compatibile con il rispetto dell’ambiente».

Gli ostacoli e i ricorsi sono stati molti. Tanti. Hanno convinto Kme a ritirare questo progetto, ma una volta individuati degli accorgimenti «di natura urbanistica» ne sarà presentato un altro. «Kme - dice l’azienda - rimane fortemente convinta delle sue potenzialità per una crescita produttiva, sostenibile e sempre più inserita in una vera interpretazione dell’economia circolare, tanto che tale modello è in fase di studio anche nelle altre unità produttive del gruppo. Resta anche da rilevare - conclude Kme andando all’attacco - come questa vicenda confermi l’atteggiamento di una classe politica e amministrativa ipocrita, che quasi sempre ai generici quanto solenni proclami su innovazione e sostenibilità, al momento di decidere è capace solo di fuggire dalle proprie responsabilità. Grandi proclami pubblici per impianti sostenibili e innovativi, ma poi all’atto pratico, purché "non nel mio giardino" o "non nel mio ambito amministrativo».

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