Sicurezza
«Troppi furti di ruscus» I floricoltori danno l’allarme
Nicola Nucci
capannori. Tornano a colpire i ladri di ruscus, arbusto molto ricercato dai fiorai, utilizzato soprattutto per accompagnare i fiori nelle composizioni floreali e nei vasi di casa, ma anche in ambito medicinale. Alcune piantagioni nel Capannorese nelle ultime settimane sono state prese di mira da ladri interessati, con ogni probabilità furti su commissione. Ladri che agiscono non solo di notte, ma anche in pieno giorno e, armati di falcetto, fanno piazza pulita di verde ornamentale, di ruscus, ma anche pitosforo, eucalipto e, a seconda delle stagioni, mimosa, ginestra e gelsomino. Un danno non solo economico, ma una devastazione visto che tagliando gli steli con la falce, le piante vengono rovinate e ci vogliono anni per recuperarle e ritornare alla produzione. Il fenomeno è in aumento, a fronte di una crescente domanda di questa pianta di origine mediterranea, il cui prezzo supera anche i dieci euro al chilo.
Un fenomeno che preoccupa anche la Cia, la Confederazione agricoltori che tutela la categoria. «I furti di ruscus sembravano essere in calo, un'attenuazione rispetto agli ultimi anni, invece a quanto pare i ladri sono tornati a colpire – dice il presidente Alberto Focacci –. Già in varie aziende negli ultimi anni si sono verificati furti del genere con danni per migliaia di euro».
Le modalità sono ormai sempre le stesse, con le piante che vengono tagliate con maestria e strumenti professionali, come tagliasiepe elettrici, spesso anche di notte con l’uso di torce poste su elmetti. Secondo i floricoltori non è da escludere che il ruscus rubato venga venduto a qualche grossista spregiudicato che lo esporta in altre città italiane o all’estero. La Cia raccomanda massima attenzione sulla provenienza e tracciabilità quando si acquista il ruscus. —
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