La protesta
Pettorini saluta e va in pensione «Mi sento trent’anni di meno»
LUCCA. Il primo di settembre andrà in pensione per raggiunti limiti di età, la professoressa Mariacristina Pettorini, dal 2019 dirigente scolastica di tre prestigiose scuole superiori di Lucca: il liceo classico Machiavelli, l’istituto professionale Civitali e il liceo delle scienze umane Paladini. Realtà cresciute numericamente sotto la sua guida, come osserva con orgoglio. «Quando sono arrivata – spiega – al Machiavelli c’erano 12 classi di studenti e adesso sono 14, mentre al Civitali sono aumentate da 22 a 23 e al Paladini addirittura di quattro unità, ovvero da 24 a 28 nonostante il trasferimento della scuola nei container. Con un incremento di circa 250 allievi. Merito di un buon lavoro di squadra e di un programma scolastico che è riuscito a coinvolgere gli studenti e il personale docente che tanto si è speso, nonostante le difficoltà dovute alla pandemia. Purtroppo, per assenza di aule siamo stati costretti a rifiutare decine di iscrizioni».
Una carriera ricca di soddisfazioni, quella della professoressa Pettorini, donna energica e volitiva che porta splendidamente i suoi 67 anni e afferma di sentirne trenta di meno. «Se non fosse perché la legge me lo impone – dichiara – non avrei abbandonato il lavoro che ho vissuto come una piacevole missione. Purtroppo, quel giorno è arrivato e devo fermarmi, ma non resterò inattiva, perché proprio non ci riesco». Le proposte stanno già arrivando. Anche al di fuori della scuola. Ci sarà tempo per valutarle. Però adesso è il momento di prendersi una pausa e dedicarsi alle passeggiate in montagna che sono da sempre la sua passione, ma anche ai viaggi e alla lettura di libri di storia.
Originaria di Ferentino, in provincia di Frosinone, Mariacristina Pettorini lavora per quattro anni come cancelliera al ministero di grazia e Giustizia di Roma, prima di conseguire la laurea in giurisprudenza all’università La Sapienza, dove conosce Ivano Betti, un giovane di origini lucchesi che nel 1981 diventerà suo marito. Lui è ufficiale della Guardia di finanza e la giovane moglie lo segue nei trasferimenti per l’Italia fino all’86, poi si ferma a Lucca, dove lui si stabilirà dopo la pensione, perché nel frattempo sono nati due figli e lei ha trovato lavoro come insegnante di materie giuridiche, abbandonando l’idea di entrare in magistratura. Approda al Civitali nel ’95 dopo avere insegnato in alcune scuole di Pescia e nel 2011 vince il concorso da preside per i comprensivi di Borgo a Buggiano, Pescia e Lucca quattro, fino alla promozione nel 2019 che corona il sogno di una vita.
«Due anni impegnativi, questi ultimi – precisa – che però ci hanno fatto crescere come scuola, grazie alle tante iniziative di carattere sociale e ai progetti europei cui abbiamo aderito. Poi è arrivato il Covid e ci siamo adeguati alla didattica a distanza, incrementando l’uso della tecnologia». —
Rossella Lucchesi
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