Il dolore
Manzione torna a casa: è il nuovo procuratore di Lucca
Aveva lasciato l’ufficio requirente nell’ottobre 2009 per dirigere Alba. La prima telefonata al suo maestro Quattrocchi
LUCCA. Domenico Manzione, 66 anni da compiere il 10 agosto, dopo un lungo viaggio umano e professionale torna a casa. Sarà lui per i prossimi quattro anni il procuratore della Repubblica a Lucca. Ci sono voluti quasi due anni e tre riunioni del plenum di Palazzo dei Marescialli per arrivare a una decisione che, carte alla mano, appariva scontata dall’inizio della storia in considerazione del notevole distacco tra il suo curriculum (titoli, anzianità e graduatoria del concorso) e quello degli altri contendenti. Che, alla fine e in questa terza riunione del Consiglio Superiore della Magistratura convocata sul “caso Lucca”, si era ridotto al nome del sostituto procuratore Giancarlo Dominijanni in forza a Pisa. Eppure, nonostante tutto, un plenum sempre meno indipendente e sempre più vicino alla politica, si è diviso ancora una volta.
E alla fine, per usare il gergo tennistico, è stata una vittoria al tie-break sullo stile dell’epica finale di Wimbledon, Borg-Mc Enroe. Infatti alla conta finale il pulsante verde a sinistra, quello che assegnava i voti al candidato Manzione, è arrivato a quota sette contro i sei di Dominijanni (pulsante rosso a destra). Ben nove sono stati gli astenuti. Molti dei quali della componente vicina al Movimento Cinque Stelle. Erano le 17,30 quando l’assemblea ha dato l’okay per la nomina del nuovo procuratore di Lucca che succede a Pietro Suchan, collocato a riposo il 3 ottobre 2019 per raggiunti limiti di età. Adesso tra il decreto dell’ufficio di presidenza e la pubblicazione all’albo passerà un po’ di tempo. E, in caso di anticipato possesso, sarà possibile rivedere Domenico Manzione nella prima o al massimo nella seconda settimana di settembre.
Lui, al momento, com’è nel suo stile british preferisce non rilasciare dichiarazioni e si limita a ringraziare le persone che, saputo della nomina, gli hanno telefonato per congratularsi. Il primo in assoluto è stato il suo maestro, il suo padre putativo: Giuseppe Quattrocchi, che per 15 anni ha retto la procura di Lucca e che ha avuto in Manzione l’allievo prediletto. Un passaggio di testimone atteso e agognato. E poi i sostituti dell’ufficio requirente: da Elena Leone a Antonio Mariotti e Enrico Corucci. Tutti felici di lavorare con un maestro del diritto. Manzione era arrivato a Lucca nel 1988 , proveniente dagli uffici giudiziari di Monza, approdando al vecchio palazzo di Giustizia di via Carrara. Per 11 anni l’austera Lucca diventerà la sua casa e lui un protagonista indiscusso della storia giudiziaria cittadina.
Nel 1999, il primo distacco: per due anni e quattro mesi è stato applicato all’ufficio legislativo del ministero della Giustizia. Poi il rientro a Lucca e nel 2009 il primo incarico di procuratore ad Alba (Cuneo) sede che verrà soppressa mentre nel 2012 arriva la nomina di componente del consiglio direttivo alla scuola di formazione dei magistrati con sede didattica a Firenze. Nel 2014 la svolta inattesa: la delega a sottosegretario all’Interno con delega all’immigrazione nel governo Letta e conferma nei dicasteri successivi retti da Renzi e poi Gentiloni. Chiusa l’esperienza governativa nel 2018 alla professione il ritorno in applicazione alla Corte d’Appello di Firenze. —
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