Lutto
«Una via crucis solo per ricevere la carta d’identità»
ALTOPASCIO. Un’autentica via crucis per ricevere la carta d’identità quando sarebbe bastato farla recapitare all’ufficio anagrafe del comune di Altopascio. Nell’era della tecnologia, la burocrazia continua a farla da padrone. Il racconto di Claudio Di Florio, finanziere in pensione dopo 35 anni di servizio, è emblematico e fa riflettere. «Pandemia, uffici comunali chiusi. Mia moglie chiede il rilascio della carta d’identità elettronica i primi giorni di giugno e le danno l’appuntamento il 29. Lei fornisce i documenti, ma la carta in questione deve arrivare direttamente da Roma attraverso la consegna del corriere Nexive. Dal Comune le riferiscono che sabato 3 luglio è prevista la consegna del documento. Non le viene indicato l’orario e alle 10,10 quando arriva il corriere non trova nessuno e lascia un avviso che ripasserà per la riconsegna lunedì 5». La moglie nel frattempo è andata a Roma e il finanziere a casa attende la consegna: «Verso le 15 non vedendo nessuno vado sul sito Nexive e mi mandano su un call center che risponde da Tirana. Chiedo di sapere l’orario di consegna e apprendo che il giorno indicato non è il 5, ma il 6 luglio e che il corriere può arrivare dalle 8 alle 18. Mi chiedo: come può un cittadino restare tutto quel tempo a casa? Se lavora deve prendere un giorno di ferie per ritirare un documento?». Ma la storia non è finita: «Il 6 attendo il corriere. Poi alle 14 mi assegno mezz’ora per andare al bar della Loggia. Al mio rientro c’è il bigliettino dello spedizioniere che è passato alle 14.08. Sono sfortunato, ma posso salvarmi in corner andando alla succursale Nexive di via del Brennero all’Acquacalda dalle 9 alle 12 dove il documento resta in deposito sino al 5 agosto. La mattina del 7 luglio sono nella sede e l’addetto consegnandomi la carta mi dice che loro possono inviarla direttamente al comune di Altopascio senza disguidi per l’utenza. Mi domando: perché gli uffici comunali non avvertono l’utenza di questa possibilità favorendo il cittadino invece di complicargli la vita?». —
L.T.
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