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Confindustria si dice sorpresa: «Qui seguiamo altri percorsi»

Confindustria si dice sorpresa: «Qui seguiamo altri percorsi»

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LUCCA. «Quello che è successo a Campi Bisenzio è un avvenimento di cui non rammento episodi analoghi nel passato. È un fatto che, sforzandomi di essere neutro, definirei “sorprendente”».

Marcello Gozzi, direttore di Confindustria Toscana Nord, fatica a commentare in modo l’operato di Gkn, che dal giorno alla notte ha deciso di licenziare via mail 422 dipendenti. «Siamo rimasti interdetti leggendo la notizia – dice Gozzi – Certo, è facoltà dell’imprenditore quella di aprire o chiudere un’attività ma quando lo si fa, occorre seguire determinati percorsi. Percorsi fatti di incontri, tavoli di confronto, trattative sugli ammortizzatori. Non conosco nello specifico la situazione di Gkn ma quando accadono cose di questo genere significa che le relazioni industriali sono pessime, o peggio ancora non ci sono perché non c’è interlocutore».

Il timore è che con lo sblocco selettivo dei licenziamenti (vale solo per alcuni settori, escluso moda e tessile), anche sul territorio di Lucca possano capitare fatti analoghi. Al momento non ci sono avvisaglie, ma è chiaro che quanto avvenuto, come sottolineato dai sindacati, non lascia tranquilli e segna un precedente.

«Tra le aziende del territorio di Lucca non ci sono segnali di un “caso Gkn” – dice Gozzi – Anche se esistono delle situazioni di difficoltà che stiamo seguendo. Più che interi settori sono problematiche riguardano singole imprese, ma anche in questi casi niente lascia presupporre che vi possa essere un esito così subitaneo e violento come quello che abbiamo visto a Campi Bisenzio. E ripeto qui siamo abituati a seguire un iter diverso. Per il resto, il territorio di Lucca ha tenuto bene di fronte alla pandemia: siamo in un momento di ripartenza ma è normale che anche in un contesto positivo ci possano essere situazioni singole delicate. Il problema è recuperare le quote di export perse dal tessuto economico industriale lucchese. Adesso le minacce per il futuro, più che dal Covid vengono dal costo delle materie prime e dall’energia. Tanto per fare un esempio, il pezzo del petrolio è salito a livelli che non si vedevano da diversi anni: siamo attorno ai 70-75 dollari al barile. Oppure – conclude Gozzi – prendiamo il costo per il trasporto delle merci nei container: è salito di oltre il 500 per cento in poco tempo». —

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