Sicurezza
Spacciatore ricercato Dopo aver finto un malore fa perdere le sue tracce
Aveva messo incinta minorenne costretta poi ad abortire e si manteneva con la sua attività anche tra Nozzano, Balbano Cerasomma e Filettole
PISA. Lei non aveva ancora 14 anni. Lui da poco maggiorenne e una vita in cui studio e lavoro da tempo erano stati rimossi dal vocabolario personale in cui esisteva solo lo spaccio, un’eredità familiare.
Una storia complicata tra un’adolescente ancora alla ricerca del suo posto nel mondo e un 18enne deciso a farsi strada nel mondo della droga. Una relazione destinata a finire come tante a quell’età se non ci fosse stato un elemento che di solito unisce le coppie, ma che in quella situazione ha avuto un effetto dirompente. La ragazzina rimane incinta, non si sente di portare avanti la gravidanza e decide di abortire. Quando si presenta in ospedale racconta chi è il padre e il vissuto di un legame da borderline. Il percorso sanitario segue il protocollo e la gestazione viene interrotta senza conseguenze per la salute della minore. In parallelo il caso viene segnalato ai servizi sociali che girano la vicenda alla Procura. Non quella per i minori visto che il futuro padre mancato è da poco maggiorenne. Se ne occupano gli uffici giudiziari di via Beccaria. Nel tempo la denuncia viene arricchita anche dai racconti della ragazza, ora 18enne, e per l’ex compagno arriva il rinvio a giudizio per spaccio di sostanze stupefacenti, atti sessuali con minorenne e maltrattamenti in famiglia. L’imputato, tunisino 21enne (omettiamo le generalità per tutelare la parte offesa) deve difendersi davanti al primo collegio (presidente Cipolletta, a latere Mirani e Messina) dall’accusa di aver fatto sesso con la minorenne all’epoca in cui aveva meno di 14 anni.
Per legge a quell’età, anche in una situazione di consensualità, il rapporto viene considerato comunque un reato.
L’essere rimasta incinta e il successivo aborto non possono essere smentiti. C’è poi la parte dei maltrattamenti. I due nonostante la giovane età per un periodo avevano condotto una vita da girovaghi, spostandosi dalla Valdera a Pisa ospiti di amici o vivendo tra alberghi e affittacamere.
Era lui a trovare i soldi con lo spaccio. E nelle liti si sarebbe imposto con violenza sulla compagna, zittita con modi aggressivi e trattata senza rispetto. Nel settembre scorso dopo essere stato arrestato per un giro di droga con decine di episodi di smercio tra Nozzano, Cerasomma, Balbano e Filettole, il giovane ottenne gli arresti domiciliari con il braccialetto elettronico.
Un giorno fingendo di stare male disse ai carabinieri di dover andare d’urgenza al pronto soccorso. A Cisanello non è mai arrivato. Sparito e ricercato anche per evasione il 21enne che vuole bruciare le tappe della vita tra sesso, figli mancati e droga. —
Pietro Barghigiani
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