La manifestazione
Michelini non ci sta e attacca Poste «Pronto a rivolgermi a uno studio legale»
Il sindaco critica la riduzione di orario all’ufficio di Fornoli e lancia l’accusa: «È un’interruzione di pubblico servizio»
Emanuela Ambrogi
bagni di lucca. Proteste a Fornoli per la chiusura di tre giorni per settimana dell'ufficio postale. Il sindaco Paolo Michelini sta valutando l'ipotesi di ricorrere a un legale per “interruzione di pubblico servizio”, dopo che non ha avuto alcuna risposta dalle Poste alle quali ha invano inviato le sue osservazioni e richieste con due pec.
«È inqualificabile l'atteggiamento delle Poste nei confronti della nostra amministrazione – dice Michelini – Ho spedito due messaggi di posta certificata per chiedere una variazione, una modifica al piano generale degli sportelli per cercare di aiutare il grande pubblico che si serve dell'ufficio di Fornoli, il più frequentato. Magari apportando qualche modifica su altri sportelli. Niente, nessuna risposta. Non ci si comporta così, almeno una risposta devono darmela».
Il sindaco sta quindi prendendo seriamente in considerazione l'ipotesi di ricorrere a un legale per citare le Poste per i disagi causati dalla parziale interruzione del servizio pubblico. Poco importa che la riorganizzazone del lavoro estivo decisa per l'ufficio di Fornoli rientri in un disegno più ampio, a livello regionale, e non tocchi solo Bagni di Lucca.
È insomma sul piede di guerra Michelini, deciso più che mai a aiutare gli abitanti di Fornoli che intanto hanno avviato una azione di volantinaggio tra loro. Ma sono in tanti a protestare anche dai Comuni limitrofi gli utenti che arrivano a Fornoli, come Borgo a Mozzano e anche Coreglia. Tra i più decisi i promotori di un opera di sensibilizzazione per chiudere i conti correnti aperti alle Poste e portarli alle banche. Sono parecchie le persone che, avendo il conto alle Poste, già a cose normali devono fare lunghe attese per poter parlare con gli impiegati. Ora poi per tre giorni alla settimana trovano l'ufficio chiuso.
Quest’estate Poste, con le riorganizzazioni estive, c’è andata giù pesante. Complessivamente in tutta la provincia, tra luglio e agosto, sono previsti 136 giorni di chiusura dei monoturno a luglio e 336 giorni di chiusura dei doppi turni ad agosto.
Il piano aziendale è stato deciso senza la concertazione dei sindacati: «C’è stato – spiega Michela Benedetti (Cgil Poste) un incontro a livello di direzione territoriale regionale ma nessun incontro con i rappresentanti sindacali locali. Le chiusure estive rispondono all’esigenza di dover far fare le ferie al personale».
I sindacati puntano il dito sulla carenza d’organico, una situazione che sarebbe pesante sopratutto nella sportelleria: «Solo in provincia di Lucca – afferma Benedetti – mancano una trentina di portalettere e sessanta impiegati per lo sportello». —
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