Gioco
Oggi s’inaugura la mostra della Fondazione Ricci sulla nuova Barga tra liberty e stile eclettico
L’iniziativa ha lo scopo di raccontare un pezzo della storia urbanistica di Barga documentandola come non è mai stato fatto prima d’ora
l’evento
«Questa ridente cittadina che per la sua naturale incantevole posizione non a torto vien chiamata la “Perla della Val di Serchio” dopo un periodo di stasi, si è scossa di dosso la polvere medievale per assurgere a quell’importanza nuova del secolo moderno». Così scriveva il dottor A. Baldacci nel pezzo a sua firma su “La Corsonna” anno XXIX, N. 17, di domenica 1° settembre 1929.
Il giornale celebrava, con il linguaggio dell’epoca, le innovazioni urbanistiche che la cittadina di Barga stava vivendo grazie ai migranti di ritorno, protagonisti dell’ampliamento urbanistico registrato nella prima parte del Novecento con la nascita di «ville imponenti e civettuole che i nostri facoltosi emigrati hanno voluto edificare nella loro Barga, nostalgico sogno della loro vita febbrile all’estero, per venirvi un giorno a riposare le affaticate ma non stanche membra, nella beata tranquillità famigliare, soddisfatti del loro lavoro, delle loro fatiche, lasciando così nella loro terra l’impronta profonda di un popolo operoso».
Un ampliamento urbanistico e della rete dei servizi tra cui fognature, acqua potabile e «il nuovo impianto telefonico che farà fra poco di Barga il centro di irradiazione del più veloce mezzo di comunicazione, e che si estenderà a tutte le frazioni del Comune».
Quel centinaio di edifici in stile liberty ed eclettico che nacquero allora sono “la nuova Barga”. E proprio oggi apre una mostra della Fondazione Ricci Ets che racconta finalmente questa storia urbanistica, documentandola come mai fatto prima.
Il Tirreno, con questa pagina speciale, partecipa a questa iniziativa culturale volta alla riscoperta e alla valorizzazione del territorio e delle sue bellezze, riproducendo gli stessi elementi fotografici, gli stessi identici edifici pubblicati da “La Corsonna” il 4 settembre 1929 quando uscì, pochi giorni dopo l’articolo del Baldacci, un vero e proprio reportage fotografico che mostrava la “nuova Barga”.
Oggi inizia, infatti, l’esposizione a ingresso libero “La nuova Barga: architettura e arti decorative tra liberty e stile eclettico (1900-1935)”, ideata dall’architetto Cristiana Ricci, presidente della Fondazione Ricci Ets, e realizzata grazie agli studi condotti dalla stessa insieme a Sara Moscardini, Pier Giuliano Cecchi, Ivano Stefani, rispettivamente direttore, vicedirettore e addetto culturale dell’Istituto Storico Lucchese sezione di Barga.
La mostra è organizzata dalla Fondazione Ricci Ets e dall’Istituto storico lucchese sezione di Barga, con il patrocinio della Regione Toscana, del Comune di Barga, dell’Associazione Italia Liberty, con la collaborazione della Fondazione Paolo Cresci e con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca. Si tratta del primo censimento di questi 113 immobili e resta aperta fino al 26 settembre nella sede della Fondazione in via Roma 20 che, tra l’altro, rientra col suo edificio, a pieno titolo, nel percorso espositivo. —
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