Gioco
Lucca, i ProVita manifestano contro la legge Zan. “Non una di meno” lancia slogan a favore
Un centinaio di attivisti da tutta la Toscana per dire no al disegno di legge. Contromanifestazione del collettivo lucchese
LUCCA. È una calda sera d’estate quella che sente voci contrapposte levarsi in piazza Napoleone. Mentre in via Santa Croce, a poche centinaia di metri di distanza, la musica di un locale invita i clienti a ballare in strada, davanti alla prefettura si combatte un duello ideologico. Aspro, veemente, con slogan forti. Sotto l’occhio vigile di una Volante della polizia e di agenti in borghese della Digos. «Non abbiamo intenzione di arrivare alle mani», ironizzano le donne del collettivo “Non una di meno”. «Giravano voci, abbiamo saputo che stasera (ieri sera, ndr) ci sarebbe stata una manifestazione dei ProVita contro il disegno di legge Zan, e siamo venute qui spontaneamente. Si sono uniti a noi anche tanti nostri amici».
Una cinquantina, in un angolo della piazza, coi loro striscioni, gli slogan e le bandiere arcobaleno.
Poco distante un centinaio di attivisti di ProVita e Famiglia onlus Toscana insieme a esponenti di Fratelli d’Italia. Dicono no al disegno di legge Zan contro l’omotransfobia in discussione al Senato. «Veniamo da tutta la Toscana – dice Donatella Isca, delegata del Dipartimento famiglia di Fratelli d’Italia – Da Prato, Pistoia, Siena, Altopascio, Empoli, Pisa. E Lucca naturalmente».
L’idea iniziale era quella di srotolare nella magnifica piazza del centro storico lucchese uno striscione di 600 metri quadrati preparato nei giorni scorsi. C’è scritto “Restiamo liberi”, e riassume le paure degli attivisti contro il disegno di legge Zan. Problemi tecnici hanno impedito che lo striscione potesse essere portato a Lucca, così ci si è attrezzati con piccoli cartelloni in formato A4 con sopra scritti vari slogan: “Restiamo liberi di pensare. .. di educare... di esprimerci”, e anche “Non imbavagliate le coscienze”, e ancora “In piedi per la libertà”. «Questa legge non è necessaria – afferma Isca – tutti i diritti sono già tutelati. Questa legge, se approvata, introdurrebbe nell’ordinamento giuridico italiano una censura alla libertà di pensiero, producendo un grave attacco alla famiglia, specialmente alla libertà educativa dei genitori garantita costituzionalmente. È una legge liberticida».
A fianco di ProVita anche lo psichiatra pratese Luciano Gheri, specializzato in neuropsichiatria infantile. Duro il suo intervento contro il disegno di legge Zan: «È un disegno di legge che, pur partendo da un’ideologia condivisibile, se imposta può produrre danni a dei bambini in crescita. Più i bambini sono piccoli – afferma Gheri – più la distinzione di genere deve essere chiara. Quando sono più grandi c’è da far capire loro dell’esistenza di situazioni da accogliere e rispettare».
Quando il megafono degli attivisti enuncia questi convincimenti, dal collettivo “Non una di meno” si alzano slogan contro Pillon, omaggi canori alla Carrà (icona Lgbt) e per il disegno di legge Zan: «Non ci possono parlare – sostiene il collettivo – di libertà d’opinione quando si contesta una legge che andrebbe a tutelare persone che non si riconoscono in visioni imposte dalla società. Sono contradditori. La famiglia tradizionale, lo ricordiamo, è quella dove avviene il 75 per cento dei femminicidi. Siamo qui per dire che Lucca non è dalla parte di ProVita». —
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