Attenzione
Orrido di Botri, sarà un'estate senza canyon
Bagni di Lucca: i percorsi per gli escursionisti non sono ritenuti sicuri
BAGNI DI LUCCA. Resta ancora chiuso l’Orrido di Botri e non ci sono date indicate per la riapertura. I carabinieri del reparto biodiversità (ex Forestale) tengono la linea di garantire prima la sicurezza dei frequentatori e la tutela dell’ecosistema. E, dopo i danni prodotti dal maltempo e dalle nevicate invernali, questi requisiti ancora non vengono riscontrati dai carabinieri, al lavoro per gli interventi necessari.
«Non c’è niente di nuovo, la situazione è uguale alla scorsa settimana», dicono dalla segreteria del reparto biodiversità. Rimane così chiuso l’ingresso al canyon, parco che ogni stagione veniva visitato e immortalato da migliaia di frequentatori che arrivavano da ogni parte di Italia e dall’estero, dato che il percorso nell’Orrido è conosciuto a livello internazionale.
Di nuovo da qualche giorno c’è che, come dice il vicesindaco Sebastiano Pacini, è percorribile il sentiero sul quale sono stati gettati mille quintali di ghiaia. Per l’amministrazione comunale è quindi tutto a posto, almeno per l’accessibilità e il rinvio è dovuto soltanto alle decisioni del gestore del parco, il reparto biodiversità.
Più di un amministratore non nasconde il timore che il Canyon non venga riaperto. «Questa situazione non ci porta certamente beneficio – dicono al ristorante “Il nido dell’aquila” in località Ponte a Gaio, vicino all’ingresso del parco – ma non abbiamo più voglia di chiedere ulteriori informazioni. Lavoriamo nei fine settimana, le persone arrivano, ma mancano tutti i visitatori che si addentrano nel canyon».
Si tratta di gruppi scolastici, amanti della montagna. escursionisti appassionati della natura. Una parte delle persone che visitavano Botri allungavano poi il percorso per andare anche a Montefegatesi, in qualche frazione del Comune e scoprivano spesso anche il capoluogo di Bagni di Lucca. La mancata riapertura porta un danno ingente all’economia locale, non solo agli operatori della zona dell’Orrido. Non hanno dato frutti finora le sollecitazioni arrivate anche dal sindaco di Bagni di Lucca, Paolo Michelini, il quale ricorda che l’Orrido è un bene demaniale gestito di fatto dai carabinieri ex forestali, e che quindi la decisione della riapertura e della fruizione non spetta al Comune. Per i carabinieri il ritardo nella riapertura è dovuto agli eventi atmosferici dello scorso inverno che hanno reso il sentiero della riserva non percorribile in sicurezza.
Inoltre le norme di protezione dell’area sono ritenute di fondamentale importanza e tali da richiedere una attenta pianificazione e un puntuale monitoraggio di tutte le variabili ecosistemiche, per garantire le attività promozionali senza danneggiare il territorio. Operatori e guide però contestano il fatto che il tempo per valutare la situazione e mettere in sicurezza la riserva ci sia ampiamente stato e che dunque si sarebbe potuto procedere con congruo anticipo.
Diverse erano state le richieste del Comune al reparto biodiversità per una veloce riapertura, anche a seguito di un sopralluogo avvenuto nel mese di aprile a cui erano presenti sindaco, responsabile dell’area tecnica del Comune e il reparto biodiversità.
Il Comune ha fornito collaborazione ai carabinieri, rispettando le prescrizioni per la sicurezza: ha ridotto progressivamente il numero degli ingressi a tutela del sito (dai 13mila del 2017 siamo giunti a 4mila nel 2020), reperito ulteriori necessari caschetti di protezione, provveduto al taglio dell’erba e alla pulizia. E ha messo a disposizione una autovettura per la sorveglianza dell’area. Il sindaco ha chiesto quindi che la riserva di Botri venga riaperta «anche con un ingresso limitato di visitatori e rispettando la tutela del patrimonio forestale e della sua fauna».
Dura la posizione delle guide del parco, ancora senza lavoro. «I carabinieri informano che a causa delle nevicate abbondanti dello scorso inverno il percorso non è in sicurezza per gli escursionisti – scrivono nel loro sito on line utilizzato per le prenotazioni delle escursioni – Dicono di essere al lavoro per ripristinare il sentiero. Le nevicate sono venute in gennaio, di tempo ne avrebbero avuto». Per le guide il rinvio nella riapertura «danneggia l’economia locale e priva i cittadini di godere di un ambiente naturale che non ha uguali». —
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