Finanza
La chiesa è stata ristrutturata ma per ora rimane chiusa
I donatori di sangue Fratres si sono occupati del recupero dello storico edificio e chiedono di conoscere il motivo dei ritardi nella consegna delle chiavi
LUCCA. Oltre quindici anni per vedere ultimato il restauro della chiesa, cui si sommano i quattro anni con la speranza, per ora vana, di avere le chiavi per l’accesso alfine di svolgere le attività di gestione e manutenzione prevista dalla convenzione stipulata con Lucca Holding.
Pare non avere fine la storia che viene resa pubblica dai consiglieri del gruppo donatori sangue Fratres di Massa Pisana e San Michele in Escheto e che interessa la chiesa che si trova all’interno del cimitero di Massa Pisana, visibile sulla destra per chi in auto percorre la statale 12 in direzione “foro – San Giuliano Terme” poco dopo villa Principessa. Il gruppo Fratres che unisce le due frazioni lucchesi nacque nel 1980 con lo scopo, oltre a quello di donare emoglobina e plasma, di svolgere attività sociale e aggregativa sul territorio.
A questo gruppo si deve il mantenimento di tradizioni religiose e popolari quali il canto della befana e il presepe. Nel corso degli anni, l’associazione stipula una convenzione con Lucca Holding, azienda partecipata del Comune di Lucca, e assume la gestione, la pulizia e la manutenzione dei cimiteri di Vicopelago, Pozzuolo, Massa Pisana e San Michele in Escheto. A partire dall’anno 2000, i Fratres si fanno promotori della necessità di ristrutturare la chiesa interna al cimitero, all’epoca in stato fatiscente e praticamente abbandonata. La chiesa, intitolata a San Giovanni, da quattro anni è tornata a risplendere in tutta la sua bellezza. «I lavori – raccontano i consiglieri – hanno visto il recupero della antica facciata e l’abbattimento delle barrriere architettoniche per passeggini, anziani e carrozze per invalidi». Molto apprezata anche la realizzazione di un secondo ingresso, dal lato del piazzale del cimitero, visto che prima del restauro l’unico accesso all’edificio religioso era quello che affacciava direttamente sulla carreggiata della statale 12 senza l’intermezzo di un marciapiede o un’area sicura per i pedoni.
Del nuovo ingresso e della bellezza della rinnovata chiesa, nessuno però ha potuto godere o trarne alcuna utilità o beneficio. Infatti, è da quattro anni che nessuno, tanto meno i Fratres che gestiscono il cimitero e annesse pertinenze, ha a disposizione le chiavi per aprirla. I consiglieri raccontano: «Il Comune, così come la Gesam e la curia, si sono sempre adoperati con successo per le proprie competenze. Troviamo difficoltà con la Soprintendenza di Lucca e siamo di fronte a ritardi di cui non comprendiamo il motivo. Rispetto per il lavoro di tutti gli uffici e del loro personale, ma i tempi si fanno lunghi e si rischia di dover intervenire di nuovo sulla struttura».
La chiesa del cimitero di Massa Pisana ha un alto valore storico e architettonico: essa fu cappella della residenza (1300) del condottiero lucchese Castruccio Castracani e raffiguarata e descritta nei famosi volumi delle cronache dello storico Giovanni Sercambi. Per il locale gruppo di donatori di sangue, avere quella chiesa a disposizione significa molto: oltre a poter celebrare messe e funerali, l’edificio può essere di supporto per evitare trasporti di salme verso il cimitero urbano (a spese delle famiglie) quando ci sono ritardi nella sepoltura. I lavori di restauro e rifacimento sono costati soldi pubblici: un peccato che nessuno ne possa godere. Almeno per ora. –
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