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Saldi, partenza fiacca Tanta gente in giro ma pochi acquistano «Pesa l’incertezza»
A tre giorni dall’avvio degli sconti le vendite non decollano I commercianti non mollano e sperano nell’arrivo dei turisti
Rossella Lucchesi
LUCCA. Partenza senza il botto per i saldi di fine stagione, nei negozi del centro storico di Lucca. A tre giorni dall’avvio, salvo casi sporadici, le vendite stentano a decollare. La tanto agognata corsa allo shopping che ogni anno caratterizzava questo periodo, per ora, non c’è stata. Complice, forse, l'incertezza del periodo post-pandemico che si trascina dietro una crisi che sembra non avere fine, ma anche la paura di uscire che molte persone ancora non riescono a vincere, nonostante l’allentamento delle misure legate all’emergenza sanitaria.
Le code davanti ai negozi per assicurarsi il capo più elegante al prezzo più conveniente, sembrano essere ormai un ricordo ma di gente in giro ce n’è abbastanza. E torna anche la voglia di fare acquisti, perché, dopo mesi di “reclusione” si può finalmente tornare al ristorante, a visitare una mostra o ad assistere a uno spettacolo. Sara Veneruso del negozio di abbigliamento “Secret” in via Cenami, si ritiene abbastanza soddisfatta. «La partenza – afferma – non è andata poi così male. Abbiamo visto parecchia gente nella giornata di sabato, ma poca la domenica. Tutto sommato, abbiamo lavorato di più prima dei saldi, ma ci accontentiamo, in attesa che aumenti il flusso turistico». La “Primula Verde” è uno dei negozi storici di Lucca che nei decenni ha saputo costruire un’ottima clientela, grazie all’offerta nel campo dell’abbigliamento e dell’intimo uomo e donna «però – dice Marco Gennazzani – senza i clienti stranieri si lavora molto meno. La nostra forza è il binomio qualità-prezzo su articoli alla portata di tutte le tasche ma, nonostante ciò, la partenza dei saldi estivi è molto lenta. Direi, in linea con lo scorso anno. Che significa il 50% in meno rispetto agli anni passati. Visto il periodo, non ci aspettavamo il boom, comprendiamo il timore di molti a spendere, in un momento in cui si deve risparmiare per mangiare e pagare le bollette».
Anche Julia Betti, titolare del negozio di calzature “Centonove” in via Buia, spera nell’arrivo dei turisti «almeno quelli mordi e fuggi – commenta – perché quelli stanziali quest’anno restano un miraggio. Ci aspettavamo, tuttavia, la risposta pigra che c’è stata, perché la crisi è stata forte ed è ancora in atto. Credo che sarebbe meglio tornare alle vecchie abitudini, quando le liquidazioni si facevano proprio a fine stagione, ovvero dopo Ferragosto. A mio avviso funzionerebbe meglio, poiché così a ridosso non ha senso».
Buoni affari, invece, nella “Bottega Lenci calzature” di Katia Lenci che si dichiara soddisfatta dell’avvio dei saldi «meglio dello scorso anno – precisa, incrociando le dita – vediamo come si prosegue ma, se il buongiorno si vede dal mattino, posso dormire sonni tranquilli. Abbiamo lavorato parecchio con i clienti lucchesi e toscani, ma poco con i turisti italiani e stranieri. Ci affidiamo anche ai “giovedì dello shopping” senza pretendere troppo, visto il momento critico che invita alla prudenza. Ma bisogna accontentarsi e guardare al futuro con fiducia».
Sulla stessa linea Catia Apostolo del negozio di abbigliamento “Iris23” aperto due mesi fa che ha venduto soprattutto abiti lunghi da donna, molto in voga questa estate e Levis alle giovanissime. Giancarlo Puttini, titolare di “Diffusion”, è invece pessimista. «Sono desolato – dice – si vende sempre meno, perché la gente ha pochi soldi in tasca e quelli servono per le prime necessità». Poi aggiunge: «Deluso da quanto sabato sera avevo in cassa, ho deciso di aumentare lo sconto dal 30% al 50% ma il risultato non è cambiato granché. Temo gli strascichi di questo periodo buio per il commercio, le cui conseguenze si paleseranno più avanti». —
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