Il Tirreno

Lucca

IN TRIBUNALE 

Nessuna irregolarità al Caffé San Colombano per il party del 2019

2 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. Due anni e mezzo fa venne multato e soprattutto denunciato dalla polizia municipale per apertura abusiva di luoghi di pubblico spettacolo o intrattenimento in quanto, stando ai vigili urbani, senza averne l’autorizzazione aveva trasformato il suo locale, situato sulle Mura urbane, da bar-ristorante in un punto di ritrovo per eventi social e party con musica e ballo. Adesso il giudice Giuseppe Pezzuti ha assolto dall’imputazione Stefano Carmassi, 60 anni, titolare del Caffé San Colombano ubicato sulle Mura proprio accanto all’omonimo baluardo. Il commerciante, gestore di numerose attività, era assistito dall’avvocato Emanuele Giannotti che, a sua difesa, oltre alla testimonianza di un professionista che lavora per l’imputato, ha fornito una serie di documenti e brochure che hanno dimostrato come il locale disponesse di tutte le licenze necessarie a organizzare quel tipo di eventi. I fatti oggetto di contestazione risalgono alla serata del 18 gennaio 2019 quando, verso le 21, due ufficiali di pg della polizia municipale effettuano un’ispezione al Caffé San Colombano. Sopralluogo effettuato in seguito a informazioni presenti on line e sui social di un evento denominato “That’s amore new season 2019”. Una serata articolata in due fasi: una cena e una festa post cena. E proprio su quest’ultima si è concentrata l’attenzione dei vigili urbani. Per l’accusa dopo le 24 i tavoli e le sedie erano stati accatastati per consentire di fare spazio e dietro a un bancone centrale, in corrispondenza di un vialetto, c’era una consolle con un disc jockey che proponeva musica dance mentre all’altra estremità del banco c’era un cartello con i prezzi delle consumazioni. E malgrado le insegne di divieto di ballo, la polizia municipale contestò al titolare che il pubblico spettacolo non si configurava esclusivamente a fronte di una serata danzante, ma anche per la sussistenza di altri elementi come il prezzo fisso delle consumazioni, lo spostamento di tavoli e sedie per favorire il trattenimento che non era l’attività principale del Caffé San Colombano aperto come attività di ristorazione. La contestazione della polizia municipale riguardava anche le misure di sicurezza e l’esistenza di uscite adatte a sgomberarlo in caso di incendio. L’ipotesi dell’accusa che in quella serata la parte principale fosse l’intrattenimento musicale e non l’attività di somministrazione è stata smentita dal giudice. Il titolare del locale, attraverso l’avvocato Martina Ferrari, sta procedendo a livello civile per quanto riguarda le impugnazioni delle sanzioni amministrative. —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa