Sicurezza
Lucca, cultura e sport uniti per la vittoria della carta
Quando il libro vince sulla rete: dall’integerrimo Bartali allo scoop di Orrico all’Inter sino alla tratta dei calciatori africani
LUCCA. Quando cultura e sport vanno a braccetto e fanno del libro di carta uno strumento in grado di vincere sulla rete. E con assi della penna che fanno letteratura popolare del calibro di Beppe Conti, Gigi Riva, Ezio Luzzi, Ildo Serantoni, Leo Turrini e Antonella Stelitano niente è impossibile e sfogliare le pagine di carta resta un piacere insostituibile alla faccia della rete. Giuseppe Benelli, 75 anni, laurea in filosofia e padre nobile del premio Bancarella Sport, ne è pienamente convinto: «Il 70-80% di ciò che una persona legge sulla carta rimane impresso nella mente rispetto al 20-30% dei messaggi elettronici».
Parole che risuonano come musica nella splendida cornice di Villa Cheli dove si è tenuta l’undicesima edizione di questo prequel del Bancarella Sport voluto dal Panathlon (presidente Guido Pasquini) e dalla Fondazione Banca del Monte e che vedrà la proclamazione del vincitore a Pontremoli il 17 luglio. La giornata, sapientemente condotta dal collega Sirio Del Grande, ha visto la partecipazione dei sei finalisti. E gli aneddoti non sono mancati. Beppe Conti, principe dei cronisti del ciclismo, con il suo libro “Dolomiti da leggenda” ha ricordato un tentativo di corruzione ai danni dell’integerrimo Gino Bartali: «Era il 1947 e la Bianchi, dove correva Fausto Coppi, non vinceva un Giro d’Italia dal 1920. Bartali era in testa e alcuni gregari del Campionissimo lo avvicinano e per conto dello sponsor gli offrono un milione, all’epoca una montagna di soldi, se sul Pordoi avesse simulato il salto della catena. Bartali li caccia via e con il suo vocione tuona “il Giro non è in vendita”. Accade che sul Falsarego si ritrovano al comando Coppi e Bartali. E in quel momento a Bartali la catena salta per davvero. Il Campionissimo fugge e si aggiudica tappa e Giro. Per Ginettaccio una doppia beffa: niente soldi e niente maglia rosa».
Leo Turrini, interista e grande esperto di motori, nel suo “Panini, storia di una famiglia e di tante figurine” ricorda la prima figurina a colori: quella di Bruno Bolchi: «La famiglia Panini festeggiò con il Lambrusco. Bolchi ha giocato pure in nazionale, ma tutti lo ricordano perché è stato il primo calciatore a colori delle figurine. Popolare come Neil Armstrong, primo uomo sulla luna». Il mitico Ezio Luzzi, 87 anni e non sentirli, la voce della B, nel suo “Tutto il mio calcio minuto per minuto” racconta la prima radiocronaca e il passaggio all’Inter di Corrado Orrico: «Il battesimo del fuoco fu in un derby, Pisa-Livorno. La postazione stava a un palo in cima alla tribuna dell’Arena e per arrivarci bisognava essere alpinisti. A fine della partita guardo giù: ad aspettarci c’erano i tifosi pisani inferociti per il mio commento alla radio». Lo scoop dell’Omone: «Mi trovavo nello stesso albergo della Lucchese. Vedo arrivare Ernesto Pellegrini che incontra Egiziano Maestrelli e intuisco che il padre della zona finirà in nerazzurro. La notizia finisce in radiocronaca». —
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