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Lucca

Medici, farmacisti e infermieri 

Ordini professionali in attesa: provvedimenti per chi si rifiuta

Ordini professionali in attesa: provvedimenti per chi si rifiuta

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LUCCA. La questione delle mancate vaccinazioni interessa da vicino gli ordini professionali, chiamati a prendere provvedimenti nei confronti degli iscritti che non assolvono l’obbligo. Ma né dalla Regione né dall’Asl al momento è arrivata alcuna comunicazione in merito: «È passato oltre un mese da quando abbiamo girato a Firenze l’elenco con le Pec dei nostri iscritti – spiega il dottor Umberto Quiriconi, presidente dell’Ordine dei medici della provincia di Lucca – Hanno incrociato i dati e inviato le diffide a chi non risultava vaccinato ma a noi non hanno fatto sapere ancora niente rispetto a ciò dobbiamo fare nei confronti di chi si è rifiutato di vaccinarsi. La sospensione? La dispone la Asl, l’Ordine la recepisce e la annota nell’elenco degli iscritti. Che ne penso? Che ci si debba vaccinare, l’orientamento dell’Ordine sul tema è chiaro. Chi non vuole il vaccino è giusto che venga demansionato e non lavori al pubblico. Stia pure in magazzino. Si tratta comunque di numeri bassi, attorno al due per cento, e poi bisogna tener conto di chi ha motivi di salute che lo esentano dall’obbligo».

Il problema riguarda anche i farmacisti, che da metà giugno stanno partecipando alla somministrazione delle dosi tra i 60enni e i 70enni. «Abbiamo ricevuto solo da qualche giorno la richiesta della Regione di fornire gli elenchi – spiega Salvatore Ingrosso, presidente dell’Ordine dei farmacisti –. Molti farmacisti lucchesi hanno deciso di partecipare alla campagna vaccinale e la maggior parte si sono vaccinati, ma non tutti. È una questione che sussiste e che potrebbe causare dei problemi: nel caso di demansionamenti o sospensioni si potrebbero verificare disagi soprattutto nelle piccole realtà. Penso ai paesi della Garfagnana dove molte farmacie hanno solo uno o due addetti. Comunque l’obbligo c’è e va assolto».

Preoccupazione viene espressa anche da Pietro Casciani, sindacalista della Uil Fp: «Le lettere dell’Asl sono arrivate in questi giorni ai non vaccinati e qualcuno si è rivolto a noi per sapere come comportarsi. I numeri sono bassi ma qualche caso c’è e se davvero si arriverà alle sospensioni e ai demansionamenti sarebbe un guaio non solo per le strutture pubbliche ma anche per quelle private. Penso ad esempio alle cooperative che operano nella Rsa, dove già ora c’è carenza di infermieri». —

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