Italia
Festa del vino, più sì che no
Si va verso il via libera alla manifestazione: vertice tra sindaco e associazioni
MONTECARLO. Più sì che no. Ma resta ancora un punto interrogativo sulla festa del vino di Montecarlo, edizione 2021. Nei prossimi giorni, probabilmente lunedì 5 luglio, la questione sarà al centro di un vertice tra l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Federico Carrara (tornato, per tre giorni alla settimana, a lavorare in municipio dopo la guarigione dal Covid), le associazioni di volontariato, gli organizzatori e il Consorzio Doc di Montecarlo. Il nodo principale è legato alla capienza e alle limitazioni delle disposizioni anti Covid per una manifestazione che richiama oltre 50mila persone da tutta la Toscana. La più antica festa regionale dedicata al nettare di Bacco che a Montecarlo è l’evento più atteso dell’anno del settembre montecarlese, radicato nella storia e nella cultura cittadina, ma anche per l’indotto economico per tutto il borgo nel periodo dal 27 agosto all’8 settembre, serata in cui, tradizionalmente si svolge la processione in onore della Madonna del Soccorso.
«Stiamo facendo valutazioni e considerazioni – dice il primo cittadino Federico Carrara –, a breve faremo una riunione per sviscerare tutti gli aspetti normativi e organizzativi. È chiaro che non è semplice, con una pandemia che non è ancora arginata, gestire un flusso di migliaia di persone e garantire il distanziamento e le prescrizioni anti-contagio per quanto riguarda l’area degli stand che è quella più affollata, mentre è più fattibile l’organizzazione del salotto del vino. Il rischio è quello di fare una versione ridotta e magari snaturare o sminuire la manifestazione stessa».
A favore della manifestazione può giocare il fatto che ci sono ancora due mesi. «Vero, ma i preparativi iniziano molto prima, anche a livello autorizzativo», chiosa Carrara che anticipa una possibile alternativa. «Non escludiamo di rinviare la festa del vino vera e propria al 2022 e quest’anno fare una formula diversa, una manifestazione con un altro nome sempre dedicata al vino che possa dare un’occasione di visibilità alle nostre aziende vinicole e al territorio, ma che sia un qualcosa di più facile gestione. Vedremo quali proposte usciranno dalla riunione, ma certamente qualcosa pensiamo sia possibile fare. È ovvio che dovranno essere seguiti i protocolli e le regole, anche se l’evento è all’aperto». Per il via libera alla manifestazione dovrà esserci anche l’autorizzazione del prefetto, autorità sulla sicurezza e l’ordine pubblico.
Le associazioni hanno bisogno che si possa fare questa manifestazione perché è la più sentita da paesani e non solo, con effetti a cascata per tutto il tessuto sociale ed economico. Nell’agosto scorso, dopo un iniziale via libera, venne deciso il rinvio in seguito all’insorgenza di nuovi casi di Coronavirus nei comuni limitrofi della Piana. «Ci rimettiamo alla scelta del sindaco Carrara che ha vissuto sulla pelle questa tremenda pandemia», dice Gino Carmignani, presidente del Consorzio Vini Doc di Montecaro. Certo, se alla fine si opterà per la classica festa del vino in piazza d’Armi, ci si dovrà dimenticare della folla degli anni d’oro e dove sarà possibile si contingenteranno gli ingressi evitando gli assembramenti. Confermato il salotto sotto le stelle, con obbligo di prenotazione, con abbinamenti tra i vini delle fattorie del posto con piatti tipici, all’aperto, nel giardino dell’istituto Pellegrini-Carmignani. Si proverà anche a fare attività in piazza Garibaldi, sotto la Fortezza. Un piano operativo di massima è stato messo a punto dal consigliere comunale Fulvio Donatini che segue per conto del Comune gli incontri sulla rassegna, ma prima c’è da decidere se e quale manifestazione si farà. –
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
